Attenzione
Lucchini, gli indiani della Jsw più vicini
Conclusa la due diligence, entro il 18 le offerte. «Voci di un ritorno di Smc, ma i sindacati smentiscono: «Gli arabi sono spariti»
Mentre si avvicina la scadenza del 18 giugno, data fissata per la chiusura del bando per la Lucchini, nello stabilimento prosegue il lavoro dei tecnici dell’indiana Jsw, in visita nei vari reparti. Tutto ciò mentre invece si è conclusa la fase della due diligence, cioè del processo di analisi sul valore e sulle condizioni dell’azienda, in parte collegato all’Accordo di programma o quanto meno alla parte che si occupa delle bonifiche.
Se dal punto di vista formale la due diligence è conclusa, è vero comunque che anche in questa settimana tecnici della Jsw saranno in fabbrica per fare ulteriori valutazioni.
In corsa restano sempre l’ucraina Steelmont, la Jspl di Naveen Jindal, e la Jsw del fratello Sajjan, ma ci sono anche fonti vicine alla Smc che sostengono la volontà del gruppo arabo di formulare una proposta in extremis al commissario Nardi (non si sa su quali basi visto che l’altoforno, ormai fermo, sembrava l’elemento centrale del suo interesse), forse per dare un senso in Tunisia agli annunci che si sono susseguiti fino a pochi giorni fa.
Voci che del resto tornano periodicamente, ma a cui nessuno in città osa più dar credito: «Smc? Sono spariti – taglia corto il segretario della Fiom Luciano Gabrielli – nessuno di noi li ha più nemmeno sentiti. Quella è una proposta che non esiste più».
La speranza più solida resta dunque Sajjan Jindal, patron della Jsw, che ha rimandato la visita a Piombino più volte annunciata, ora prevista per la metà del mese, forse pochi giorni prima di presentare la propria offerta vincolante.
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