Il dolore
Concordia, Genova non piace ai sindaci
Lambardi e Bulgaresi preoccupati per i rischi ambientali, Ciumei e Barbetti più ottimisti: «Ma Piombino è la scelta ideale»
PORTOFERRAIO. Solo quattro anni fa i sindaci dell’Isola d’Elba si mobilitarono per allontanare le grandi petroliere dalle coste dell’Arcipelago. Eppure tra qualche mese, a meno che il governo non dia lo stop al trasferimento dal Giglio al porto di Genova, vedranno sfilare nel mare tra la costa occidentale dell’isola e la Corsica il relitto arrugginito della Costa Concordia, spinto dai rimorchiatori della Titan Micoperi.
In questi mesi gli amministratori elbani sono rimasti in silenzio, fino alla presa di posizione del sindaco di Portoferraio Mario Ferrari. Una presa di posizione che, c’era da aspettarselo, fa molto discutere. «Noi col mare ci viviamo, vogliamo in fretta tutte la rassicurazioni e le garanzie ambientali che servono. L’operazione deve essere sicura. Strano che fino ad oggi gli amministratori elbani non se ne siano interessati».
La preoccupazione di Ferrari è relativa al passaggio del relitto nel cuore del Santuario dei cetacei. Se dovesse essere confermata la soluzione genovese, il relitto dovrebbe compiere 150 miglia, dal Giglio puntando verso Montecristo. Poi la risalita lasciandosi a est Montecristo e Pianosa, oltre che l’Elba, molto più distante. La Concordia sarà trainata lungo il corridoio tra la costa orientale della Corsica e quella occidentale di Capraia, per poi arrivare (ci vorranno dai 5 ai 7 giorni) fino al porto di Genova. Le perplessità di Ferrari sono legate, evidentemente, ai rischi di sversamenti o a possibili incidenti durante il tragitto. La preoccupazione del primo cittadino viene condivisa da Anna Bulgaresi, sindaco di Marciana: «Mario ha ragione – commenta Bulgaresi – in questi giorni ho parlato con Alessandro Giannì, responsabile nazionale delle campagne di Greenpeace che ha sottolineato come il trasferimento del relitto possa essere pericoloso. Ce ne siamo disinteressati? Sono onesta nel dire che potevamo fare qualcosa in più, ora però è nostro compito vigilare affinché ci siano fornite tutte le garanzie necessarie».
La preoccupazione viene condivisa da Lorenzo Lambardi, nuovo sindaco di Campo nell’Elba. «Abbiamo aspettato in questi mesi l’insediamento del relitto a Piombino, la soluzione più immediata e sicura – spiega il sindaco del comune occidentale – e ora si viene fuori con una soluzione diversa e un tragitto che passerà proprio nel cuore del Santuario dei cetacei. Il rischio di inquinamento è serio ed è incredibile che a decidere sia una compagnia privata. Altrettanto incredibile è che il trasferimento si faccia in piena stagione turistica. Abbiamo bisogno di garanzie assolute». Più ottimista è il sindaco di Marciana Marina Andrea Ciumei. «In linea di massima sono d’accordo con Ferrari – racconta Ciumei – ma sono convinto che gli istituti interessati alla vicenda sapranno garantire al massimo la sicurezza di un’operazione così delicata. Saranno prese tutte le precauzioni per non scongiurare l’inquinamento».
L’opinione è simile a quella del sindaco di Capoliveri, Ruggero Barbetti. «Penso che portarla a Genova sia sicuro quanto portarla a Piombino – racconta Barbetti – anzi il trasferimento a Piombino comporterebbe un passaggio più ravvicinato per l’isola. Altro discorso, ovviamente, è l’aspetto occupazionale e industriale. In questo caso va detto che la Concordia non andrà a Genova senza l’ok del Governo. Voglio sperare quindi che Renzi, come sta facendo il presidente della Regione Rossi, faccia prevalere le ragioni toscane e, di conseguenza, la soluzione di Piombino». Il silenzio dei sindaci elbani, descritto da Ferrari, non trova d’accordo Barbetti: «Mario è un amico – dice – ma non ricorda che il Comune di Capoliveri aveva deciso di costituirsi parte civile nel processo della Costa Concordia, proprio per i rischi ambientali che correva l’arcipelago. Fu il giudice a non ammettere la richiesta».
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