Sicurezza
Gabrielli sulle polemiche «I tempi sono questi»
PIOMBINO. L’ipotesi, sempre più concreta ma non ancora ufficiale, che la Costa Concordia venga smaltita a Genova fa discutere la città. Perché non è così facile da comprendere come si possa preferire...
PIOMBINO. L’ipotesi, sempre più concreta ma non ancora ufficiale, che la Costa Concordia venga smaltita a Genova fa discutere la città. Perché non è così facile da comprendere come si possa preferire un trasferimento di 5-6 giorni, così rischioso, a uno di poco più di un giorno. Fra l’altro lo smaltimento della nave a Piombino sarebbe uno dei cardini dell’accordo di programma per il rilancio della città.
Ieri il segretario del Psi e vice ministro alle Infrastrutture, Riccardo Nencini ha parlato di una possibile sinergia fra i due porti. «Se i lavori di demolizione della Concordia saranno affidati al porto di Genova, occorre che Genova stabilisca una sinergia con il porto di Piombino. Ne ho parlato con i due presidenti delle autorità portuali e ho trovato disponibilità a valutare un lavoro di questa natura. Il porto di Piombino ha le caratteristiche per svolgere parte rilevante dei lavori di smantellamento della Concordia, nel rispetto dell' ambiente e degli standard di sicurezza. E sarebbe un modo per rispondere alla crisi occupazionali di questi ultimi tempi».
Intanto, però, la macchina va avanti. E ieri il capo della protezione civile, il prefetto Franco Gabrielli, ha ribadito che i tempi sono quelli. Dopo due anni e mezzo di attesa, la rimozione si farà in piena stagione turistica, il 20 luglio.
«Il cronoprogramma per la rimozione della Concordia – ha detto ieri nel corso di una cerimonia – lo detta la complessità di tutta la vicenda. Abbiamo uno scafo di 114 mila tonnellate, lungo trecento metri che è in uno degli ecosistemi più delicati del nostro Paese. Per questo abbiamo imposto alla società di non fare la rimozione in sezioni ma intera. E mi impressionano e mi spaventano i cronoprogrammi bilanciati sugli interessi di parte. Questa vicenda mi ha insegnato che essendo complessa e unica al mondo, senza precedenti, e quindi senza la possibilità di sapere la validità del cronoprogramma, è sbagliato dosare le scadenze rispetto non alle effettive necessità ma a quello che ci conviene. Le posizioni sono tutte legittime ma io che ho l'unica responsabilità di portare via la nave dal Giglio dico che prima si fa e meglio è». Gabrielli è tornato anche delle polemiche sui tempo di rimozione: «Sentivo in una trasmissione che si ironizzava sul fatto che la nave potrebbe essere portata via il 20 luglio in piena stagione. Se io avessi la possibilità di programmarla al 3 settembre lo farei ma il cronoprogramma non lo detto io ma la complessità di tutta la vicenda. Vedo atteggiamenti dal mio punto di vista non molto seri».
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