Sicurezza
Prestò soldi a una coppia campese, assolta Manuela Cavallin
La consulente fiscale elbana era stata condannata in primo grado a due anni e sei mesi per usura. Ma la sentenza della Corte d’Appello smonta le accuse: «Il fatto non sussiste»
PORTOFERRAIO. Assolta perché il fatto non sussiste. La Corte d’Appello di Firenze ha riformato la sentenza emessa in primo grado dal Tribunale di Livorno ai danni di Manuela Cavallin. La consulente fiscale, molto conosciuta a Portoferraio, era stata condannata in primo grado a due anni e sei mesi di reclusione per il reato di usura aggravata, con il pagamento di una multa da 4mila euro e il risarcimento delle parti civili costituite.
All’origine della vicenda il rapporto tra Cavallin e i gestori di un tabacchino di Marina di Campo. La consulente aveva prestato dei soldi ai commercianti campesi in difficoltà finanziaria: somme che secondo l’accusa venivano poi richieste dalla consulente fiscale entro pochi giorni e a tassi di interesse del 10%. Il caso esplose nel 2009, in seguito a un accertamento fiscale condotto dalla Finanza a carico della professionista.
Le indagini sono andate avanti fino a quando, nel gennaio del 2013, Manuela Cavallin si è trovata davanti al giudice dell’udienza preliminare ed è stata condannata, con il rito abbreviato. Per la consulente fiscale portoferraiese è stato l’inizio di un incubo. «Stiamo parlando di una storia particolarmente brutta – aveva commentato la professionista dopo la sentenza – La condanna è ingiusta, frutto di un’indagine sommaria in cui sono stati tralasciati aspetti importanti. Ho solo prestato soldi a delle persone vicine a me». A distanza di un anno dalla sentenza di primo grado la Corte d’Appello di Firenze ha dato ragione alla professionista elbana, difesa dagli avvocati Francesca Iovine e Marco Talini. Manuela Cavallin è stata assolta in formula piena «perché il fatto non sussiste» con il giudice che ha accolto integralmente il ricorso e ha revocato le statuizioni a favore delle parti civili.
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