Sicurezza
Lucchini, oggi Khaled svela le sue carte
Annunciata una conferenza stampa. Intanto avanti con l’Accordo di programma, 50 milioni dallo Stato per le bonifiche
PIOMBINO. Khaled al Habahbeh, presidente della Smc Group, sarà oggi al Calidario di Venturina per una conferenza stampa: lo rivelano fonti sindacali, senza aggiungere dettagli, ma altre indiscrezioni parlano di un annuncio importante sulle vicende della ricapitalizzazione della società e quindi sulla reale possibilità di fare un’offerta vincolante per lo stabilimento nella sua interezza.
La notizia arriva al termine di una giornata in cui il governatore Enrico Rossi, il sindaco Gianni Anselmi, rappresentanti di Provincia e Autorità portuale, hanno incontrato il viceministro dello Sviluppo, Claudio De Vincenti, per mettere a punto gli ultimi dettagli dell’Accordo di programma, pronto prevedibilmente entro una quindicina di giorni.
«Khaled? Noi non abbiamo pregiudiziali – dice Rossi, informato sull’ultimo colpo di scena relativo alla Smc – Ma qui non servono conferenze stampa quanto soldi. Faccia insomma ciò che prevede la procedura, ovvero dia le garanzie bancarie e presenti un piano industriale, e poi nel caso tratteremo con lui».
Rispetto al lavoro in corso sull’Accordo di programma Rossi, che su questo strumento poggia il progetto di riconversione e riqualificazione dell’area siderurgica, si mostra decisamente soddisfatto: «Abbiamo fatto altri importanti passi avanti – spiega il governatore – per mettere a punto un progetto ambizioso, mai visto in Europa, in grado di uscire dalla crisi e riconciliare a Piombino industria e ambiente».
Passi avanti che significano progetti ma anche risorse: «Per incentivare imprenditori alla realizzazione di un Corex (impianto che produce ghisa senza uso di coke ndr) la Regione metterà 60 milioni di euro – dice Rossi – 30 provenienti da fondi europei nella nostra disponibilità, 30 dai fondi regionali per lo sviluppo».
Altro risultato importante è quello dell’impegno del ministero dell’Ambiente per le bonifiche, che spettano al potenziale imprenditore, «ma su cui lo Stato – dice il governatore – metterà 50 milioni di euro. Poi c’è la questione del rafforzamento produttivo dell’area piombinese: noi chiediamo con forza che il Demanio ponga a disposizione del Comune a costo zero delle aree per investimenti produttivi, così da attrarre imprenditori. Il Mise a questo proposito investirà 15 milioni, come Regione aggiungereno tutti gli strumenti disponibili, come gli incentivi per l’abbattimento dell’Irap e fondi finalizzati alla realizzazione di nuove imprese. Inoltre saranno messi in campo, a cura del ministero del Lavoro, programmi di formazione».
Poi il capitolo porto. Una nota del Mise spiega che «sullo sfondo dell’Accordo di programma per Piombino e dell’altro Accordo già realizzato per l’adeguamento del porto, si stagliano le questioni della demolizione di diversi generi di navigli e del refitting navale», ossia delle riparazioni e manutenzioni.
Elemento su cui la Regione lavora da tempo. Rossi a questo proposito spiega anche che la questione dello smaltimento della Concordia, per molti osservatori un affare che finirà al porto genovese di Voltri, «non è conclusa. Si fanno molte chiacchiere, ma non è detta l’ultima parola. Se non ci sarà la Concordia comunque lavoreremo perché arrivino altre navi, intanto cominciamo a predisporre un bando per trovare investitori in grado di realizzare il polo di rottamazione, sulla base delle normative europee, e un bacino anche per la riparazione di navi di grande stazza».
Infine la questione delle infrastrutture: «Alla firma dell’Accordo – conclude Rossi – insieme all’impegno per l’autostrada, voglio che ci sia anche la garanzia del completamento della strada 398. Perché non si può pensare allo sviluppo senza infrastrutture. I piombinesi sappiano che non sono soli: su Piombino mi gioco tutto, nella prospettiva di una Toscana manifatturiera».
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