Il dolore
Dalle imprese idee per i futuri sindaci
Un’indagine a campione della Confesercenti: stop alla concorrenza di sagre e circoli, tassa di soggiorno da rivedere
di Francesca Lenzi
PIOMBINO
Fiducia ancora presente nel Comune come riferimento istituzionale, rinnovata e reale concertazione tra imprese e amministrazione locale, no alla liberalizzazione selvaggia e strumenti efficaci contro la concorrenza sleale.
Sono questi, ma non solo, gli argomenti emersi da un’indagine realizzata negli ultimi due mesi dalla Confesercenti a livello provinciale con dati che riguardano nello specifico anche la Val di Cornia.
«Siamo di fronte a un’iniziativa che, pur non avendo carattere scientifico, rappresenta il sentimento e le aspettative del settore – afferma Alessandro Ciapini, direttore Confesercenti provinciale – Abbiamo voluto dare voce così alle nostre imprese, secondo un’indagine che troverà presto espressione in un documento che verrà consegnato ai candidati sindaci della Val di Cornia».
Già, perché sono loro che nella convinzione della Confesercenti devono farsi carico delle esigenze delle piccole e medie imprese locali. Imprese che, contrariamente all’umore nazionale dove imperversa una distanza profonda tra cittadini e politica, credono ancora nell’amministrazione come ultimo baluardo a difesa del territorio.
Prossime elezioni. Dando un’occhiata alle cifre contenute nell’indagine di Confesercenti la maggior parte degli intervistati, scelti tra associati e non, in più categorie di settore, ritengono le prossime elezioni determinanti nell’equilibrio di una ripresa dalla crisi. A crederci di più sono i suveretani con l’80% delle imprese ascoltate che parlano di forte importanza in relazione alle imminenti amministrative, mentre i più sfiduciati arrivano da Campiglia dove il 15% non crede al loro minimo peso sul futuro del territorio e il 48% ci crede “poco”. Guardando al passato, è ancora Campiglia a dare il giudizio più negativo sull’amministrazione uscente, incapace ancora di dare reale sviluppo al turismo termale, mentre i più positivi sono i piombinesi, per un dato nel quale rientra l’impegno del Comune speso nella difesa alla siderurgia e allo sviluppo nel porto.
Fabbrica e porto. Intenzionate a resistere alla crisi e in attesa del rilancio, anche grazie a un rapporto più stretto con le amministrazioni, le imprese ritengono la siderurgia ancora una forza indispensabile per il territorio e il sistema portuale una nuova occasione di sviluppo.
Liberalizzazione, fiscalità locale e concorrenza sleale. Altri argomenti di interesse per le imprese sono la liberalizzazione, considerata tema da affrontare a livello territoriale con le associazioni di categoria, la fiscalità locale, e la concorrenza sleale. «In un momento di crisi come quello che stiamo vivendo risultano intollerabili la concorrenza di circoli, sagre e feste, e fenomeni come la contraffazione e l’abusivismo – spiega Antonio Baronti, vicepresidente Confesercenti provinciale e presidente Piombino – In questo senso le imprese chiedono agli amministratori interventi certi che possano riconoscere anche la loro dignità professionale».
Tassa di soggiorno. Altro nodo critico emerso dall’indagine di Confesercenti è la tanto discussa tassa di soggiorno. «Qui il giudizio è fortemente negativo – sostiene Baronti – Pesa la mancata informazione sull’utilizzo dei soldi raccolti. Le imprese chiedono infatti un maggior coinvolgimento da parte dell’amministrazione su una tassa considerata finora gabella servita a colmare i buchi di bilancio del Comune».
Assessorati alle attività produttive. Guardando alle elezioni come a una rinnovata possibilità di veder risolte almeno una parte delle problematiche presentate nell’indagine, per le imprese dovrà assumere un ruolo centrale nelle nuove amministrazioni locali l’assessorato alle attività produttive, quale strumento per una concreta concertazione.
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