Il Tirreno

Isola in lacrime, è morto il “direttore”

di Luigi Cignoni
Isola in lacrime, è morto il “direttore”

Una malattia ha ucciso Mario Gnaga, pioniere del turismo: ha gestito l’International, il Caffé Roma e il bar Residence

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PORTOFERRAIO. Il mondo degli albergatori dell’Elba è in lutto. Ieri mattina è morto presso un ospedale di Milano dove si era ricoverato dopo l’ultimo attacco del male che l’aveva afflitto negli ultimi anni, Mario Gnaga (73 anni) milanese di nascita, ma elbano per elezione.

La notizia si è diffusa in un attimo, ieri pomeriggio all’Elba, dopo che era apparsa sui social network e ha colpito tutte le persone che lo conoscevano. «Si sapeva della malattia che lo stava affliggendo – dice un dipendente di uno dei bar del centro storico della Città – ma era lontana anni luce l’idea che dovesse morire». Stupiti, per lo più increduli hanno poi dovuto cedere dinnanzi all’evidenza: l’ultima sua grande battaglia, quella della vita, l’aveva definitivamente persa. «Rimane di lui un piacevole ricordo – dice De Ferrari, preside dell’associazione degli albergatori presso la quale aveva lavorato per anni e che ultimamente ricopriva la carica di consigliere dell’associazione di Calata Italia – Persona disponibile e cordiale con tutti, anche se ultimamente le cose non gli girassero per il verso giusto, senz’altro ha influito e non poco alla crescita e allo sviluppo del turismo sulla maggiore isola della Toscana».

Mario Gnaga ha insegnato a lungo nelle scuole alberghiere di Brindisi, lasciando poi la didattica per passare al mondo dell’imprenditoria. Negli anni Settanta approda all’Elba e dirige il Grand Hotel International di Naregno, poi locali come Caffè Roma e il Residence Bar a Portoferraio, il Decò a Capoliveri. «Ha avuto un merito Mario nel venire all’Elba e a risiedervi così a lungo – dice Lucio Di Biase, vicepresidente della Federalberghi della Toscana e dell’associazione degli albergatori elbani che ha lavorato a lungo con lui – quello di portare una cultura imprenditoriale europea legata ai grandi flussi turistici del continente. Negli anni Settanta, epoca in cui Mario si stabilì definitivamente a Portoferraio, il turismo si stava lentamente affermando; lui e altri imprenditori furono capaci di dirottare sull’Elba migliaia di persone del nord Europa». Aveva fatto la gavetta in Grecia e sulle principali isole dell’Egeo. «Sbarcava dal traghetto – continua ancora Lucio Di Biase – portando con sé un bagaglio di conoscenze che si rivelarono all’avanguardia per l’Elba e che lui riversò sull’economia dell’isola. Attualmente aveva scoperto i paesi dell’Est – conclude – intuendo la potenzialità che può arrivare all’Elba dai paesi ex comunisti». Se il turismo si presenta con questo aspetto e se l’Elba ha un tale richiamo in Europa, il merito della riuscita va ascritto anche al “direttore”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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