Il dolore
E nel cielo ecco le prime rondini
Accolte nel padule Orti Bottagone, cosa fare per aiutarle se sono in difficoltà
PIOMBINO. Anche se non sembra la primavera è iniziata ufficialmente. Oltre agli alberi fioriti? Tra i primi segnali della nuova stagione sono arrivate le rondini che, come purtroppo spesso succede, si sono imbattute nell'ultima (si spera) coda di freddo. Il tipico garrito somiglia a un vibrante stridio ed è inconfondibile, come le picchiate a ridosso del bagno Elia al Mortelliccio. Siamo vicinissimi alla riserva naturale provinciale oasi Wwf Padule Orti Bottagone dove dall’estate in collaborazione tra Arcehir si svolgono le serate dedicate all’inanellamento della specie.
Dunque a partire da questi giorni le rondini trascorrono la notte nel canneto del Bottagone. L’Oasi Wwf monitora grazie ad Arcehir questo fenomeno naturale attraverso sessioni di cattura e inanallamento. Affiancando gli ornitologi Arcehir, i visitatori possono contribuire ad un’attività di ricerca scientifica (in foto una delle serate 2013). Intanto, si potranno vedere durante le visite guidate (alle 10 e alle 14,30) insieme al Centro guide costa Etrusca ogni sabato e domenica, fino a fine aprile, sono possibili visite guidate.
Spiegano gli esperti dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra ), «la percezione è che il freddo stia rallentato i movimenti dei migratori, già cominciati. Ma si spera che le condizioni ambientali migliorino rapidamente, perché è importante che gli uccelli che arrivano dall'Africa trovino risorse alimentari adeguate, per recuperare e compensare lo sforzo energetico sostenuto. Il problema alle nostre latitudini è una primavera sempre più precoce – ricordano all’Ispra – Le rondini sono fedelissime al sito di nidificazione ed alle colonie e quindi cercano di arrivare prima accorciando la distanza di migrazione».
Cosa fare se si trovano rondoni in difficoltà? Ornitologi dell’associazione Arcehir (sempre forte l’impegno per proteggere le rondini in Africa, dove vengono cacciate) consigliano di somministrate al rondone un paio di gocce d’acqua, spalmandole sul margine del becco con il dito e poi farlo riposare in una scatola forata magari avvolto in un piccolo panno di lana. Dopo alcune ore dovrebbe essere in condizione di tornare a volare; da ricordare il numero Wwf per il soccorso animali selvatici in difficoltà 338 1522578. (c.c.)
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