Il Tirreno

Pianosa, scoppia la bufera sugli ombrelloni e le sdraio

di Luca Centini
Pianosa, scoppia la bufera sugli ombrelloni e le sdraio

Il Comune di Campo nell’Elba vuole realizzare un punto azzurro a Cala Giovanna Legambiente: «Si trasforma un luogo eccezionale in una spiaggia turistica»

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PIANOSA. Un bagnino per la sorveglianza e un servizio di pulizia dell’arenile. E, ci mancherebbe altro, il noleggio di ombrelloni e sdraio per il comfort dei bagnanti. Niente di strano, insomma, solo un altro punto azzurro concesso dal Comune di Campo nell’Elba. Ma, stavolta, la faccenda è particolare; un caso limite se ne esiste uno. La spiaggia in questione è Cala Giovanna (o più precisamente Cala San Giovanni): una delle lingue di sabbia più selvagge dell’Arcipelago toscano.

Siamo a Pianosa, a due passi dai resti della villa romana di Agrippa e in piena area marina protetta. Solo da pochi anni il Parco, con una deroga, ha consentito la balneazione in quello spicchio d’isola. Non siamo a Riccione, insomma, eppure anche nell’ex isola del Diavolo - da quest’anno - potrebbero spuntare gli ombrelloni. Ma se per il Comune di Campo nell’Elba il punto azzurro è un modo per qualificare il servizio ai bagnanti (il Parco era all’oscuro della decisione), per molti è un sopruso ai danni di una delle ultime spiagge selvagge - e protette - d’Italia.

Tanto è bastato, infatti, per scatenare le proteste degli ambientalisti, con l’associazione Legambiente in prima linea. «Sembra di essere tornati a qualche anno fa, quando sui manufatti sulla spiaggia di Pianosa apparvero i cartelli proprietà privata – spiegano dall’associazione – Si tratta di quello che abbiamo sempre chiesto di evitare: la trasformazione di una costa unica ed eccezionale, con le antiche peschiere romane e la villa romana di Agrippa, il mare più bello e integro del Mediterraneo, trasformato in una qualunque spiaggia turistica del Comune di Campo, con tanto di noleggio di ombrelloni e sdraio. Si tratta della banalizzazione burocratica di un ambiente unico che lo Stato italiano ha deciso di proteggere e valorizzare e tra questi obiettivi non ci sembra ci fossero, nemmeno nel piano del Parco, gli ombrelloni e le sdraio».

Alla base della contestazione di Legambiente la pubblicazione di un avviso di manifestazione di interesse (termine entro il 1 marzo, poi prorogato al 15) rivolto alle cooperative sociali di tipo “B” per i servizi di ristorazione e accoglienza di Pianosa, gestiti fino ad oggi dalla cooperativa sociale San Giacomo. Al momento sono tre le cooperative ad aver manifestato interesse per i servizi che il Comune metterà a bando nei prossimi giorni. L’avviso comprende interventi di miglioramento delle strutture (tra cui la realizzazione di servizi igienici e box doccia), il miglioramento del servizio di ristorazione e, in generale, dell’accoglienza. Ma è proprio nel corpo del documento che spuntano i “servizi balneari”, ideati «per la pulizia straordinaria e quotidiana dell'arenile accessibile ai visitatori dell'isola – si legge nell’avviso – e lo svolgimento dell'attività di assistenza e sorveglianza della balneazione durante tutto l'arco temporale previsto per le visite. A fronte dello svolgimento dei servizi di pulizia e sorveglianza, l'amministrazione si impegna a istituire specifico punto azzurro sull'arenile di Cala Giovanna, che consenta l'occupazione di 9 metri quadrati per ricovero attrezzature, nonché la possibilità di noleggio ombrelloni e sdraio».

Insomma, il Comune pensa di realizzare un punto azzurro nel bel mezzo di un’area marina protetta, in piena zona Parco, dove la balneazione - sarebbe vietata - è consentita solo da alcuni anni con una deroga del Parco nazionale (lo scorso anno sono partite anche le immersioni autorizzate per i diving).

Secondo Legambiente non esiste una necessità di sorvegliare i bagnanti in una spiaggia come Cala Giovanna. Né ci sono condizioni tali da rendere necessario il punto blu. «Forse a qualche assessore di Campo nell’Elba è balenata l'immagine di Pamela Anderson che corre sulla spiaggia a salvare miriadi di turisti in pericolo – spiegano da Legambiente – ma il bagnino/noleggiatore di Pianosa in realtà dovrebbe salvare dei bagnanti, che rischi non ne corrono per nulla, visto che a memoria d'uomo non si sa di nessuno che sia stato in pericolo di annegare a Cala Giovanna, dove il basso fondale si estende per decine di metri e che per annegare bisognerebbe essere un buon camminatore sull’acqua o un ottimo nuotatore con pulsioni suicide».

Legambiente chiede un intervento al presidente del Parco nazionale Giampiero Sammuri. «Chiediamo al Parco se abbia concesso il necessario nullaosta (l’ente era all’oscuro dell’avviso pubblico ndr) – spiegano da Legambiente – per un punto azzurro con noleggio di sdraio e ombrelloni a Pianosa e se nella politica del Parco nazionale ci sia la banalizzazione balneare di spiagge uniche e selvagge, che sembra essere la fissazione del Comune di Campo nell’Elba».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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