“Atletico Ghiacciaia” con Benvenuti attore e regista
SAN VINCENZO. Domani (alle 21,15) nuovo appuntamento con la stagione teatrale del Teatro Verdi. La compagnia Arca Azzurra Teatro presenterà lo spettacolo “Atletico Ghiacciaia” scritto e interpretato...
SAN VINCENZO. Domani (alle 21,15) nuovo appuntamento con la stagione teatrale del Teatro Verdi.
La compagnia Arca Azzurra Teatro presenterà lo spettacolo “Atletico Ghiacciaia” scritto e interpretato dall'attore toscano Alessandro Benvenuti (nella foto) che ne cura anche la regia. Atletico Ghiacciaia porta in scena l'anarchismo disorganizzato di un anziano che somiglia sempre più a una pentola a pressione con problemi alla valvola. Il desiderio di un antico ordine che sembra portatore di un desiderio inconscio di disordine. L'Atletico Ghiacciaia è una notte di fine ottobre, così innaturalmente umida e calda da sembrare estate. È il tempestio dei sentimenti e in sottofondo la musica sinfonica dei grilli. È il candore immacolato della luna che con i ricordi porta instabilità emotiva, rabbia e recriminazioni. Gino ne è cantore primo, megafono, manifesto, pennellessa e colore e la tonalità preferita è il “verde bile”. Gino tutto è fuorché politicamente corretto. I suoi discorsi non appartengono a nessuna fede politica, lui è solo un pensatore emorragico.
L'Atletico Ghiacciaia è dedicato alla Toscana che crede di poter resistere nella sua poetica linea di confine. Alla Toscana che non si vuole arrendere ai suoi propri stereotipi più beceri e macchiettistici. Ma è anche il racconto di com'era il calcio prima che l'avvento massiccio della televisione lo deformasse in quella industria da forzati del look e del pallone che è diventato.
Lo spettacolo è contemporaneamente una riscrittura quasi totale de “Il Mitico 11” che ha avuto come primi interpreti Novello Novelli, accompagnato da Fabio Forcillo, e Vito, accompagnato da Andrea Muzzi, e un omaggio alla figura di Gino, presente sia nella saga dei Gori, sia, come spirito guida e ispiratore, in “Gino detto Smith & la panchina sensibile”. Gino, coprotagonista nei primi due episodi della trilogia dei Gori, è qui ripreso in mano da uno dei due autori. Lo scopo è quello di raccontare l'altra faccia di un personaggio che nella saga dei Gori resta, per dovere di drammaturgia, sacrificato nel giuoco di squadra familiare.
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