Il Tirreno

SPIRITO LIBERO

«Ricreazione finita, se non si cambia la città muore»

PIOMBINO. «La vicenda dell’offerta araba per la Lucchini è, almeno al momento, finita nel peggiore dei modi. Già si vedono i primi corvi pronti ad assalire i sindacati e il sindaco, principali...

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PIOMBINO. «La vicenda dell’offerta araba per la Lucchini è, almeno al momento, finita nel peggiore dei modi. Già si vedono i primi corvi pronti ad assalire i sindacati e il sindaco, principali sponsor di quella proposta. Operazione ignobile. Così come non ci siamo entusiasmati di fronte a una proposta forse fin troppo bella per essere vera, così non ci uniamo al coro di chi sapeva già tutto e grida al tanto peggio tanto meglio».

Così si esprime Stefano Ferrini, coordinatore di “Spirito Libero”, secondo cui «che altro potevano fare sindacati e sindaco se non cercare la soluzione che tutelasse maggiormente l’occupazione di una città ancora oggi, purtroppo, pesantemente dipendente dal reddito dell’industria? Tra qualche settimana c’è il rischio che circa 2000 persone vadano in cassa integrazione o perdano il lavoro e le altre offerte presentate prefigurano questo drammatico scenario, con tutte le ripercussioni negative sugli altri settori economici e la conseguente tragedia sociale».

Per Ferrini comunque «oggi il quadro purtroppo è chiaro, ma meglio la chiarezza all’incertezza. Allora da qui si parta. Vediamo quali sono i progetti in campo su tutti i fronti, da quello industriale ovviamente, a quello portuale e turistico fino a quelli legati alla green economy. Si analizzino le tempistiche di realizzazione, il ritorno occupazionale, le tipologie di professionalità richieste e la formazione necessaria. Si incrocino questi dati e si cominci a pensare dove si possono ricollocare i presumibili esuberi per la Lucchini. Contemporaneamente si chieda al governo – prosegue il coordinatore di “Spirito Libero” – di intervenire per favorire la soluzione meno impattante sull’occupazione, che quindi possa prevedere la costruzione di forno elettrico e Corex che almeno una delle proposte rimaste in campo lascia intravedere come possibilità. L’altoforno non va fermato, si acceleri al massimo sul porto per avere la Concordia, si sfidino i privati che vogliono realizzare il porto sotto Poggio Batteria a cominciare e se si tirano indietro non si esiti a riconsiderare altre soluzioni, come il raddoppio di Salivoli per esempio».

Inoltre per Ferrini occorre «far partire il progetto presentato da Asiu con Enea sulla centrale solare termodinamica e si eliminino tutti quei divieti e quei vincoli urbanistici che il Piano strutturale pone e che hanno condizionato pesantemente anche il Regolamento urbanistico. La ricreazione per Piombino è davvero finita, basta con questa puzza sotto il naso verso tutto ciò che crea sviluppo, che in troppe occasioni emerge e condiziona. Queste le cose che la prossima amministrazione dovrà prioritariamente fare – conclude Ferrini – e che noi chiederemo a Giuliani. O si cambia o Piombino muore».

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di Redazione web