Il Tirreno

Ombrelloni e sdraio a Pianosa, la rabbia di Legambiente

Ombrelloni e sdraio a Pianosa, la rabbia di Legambiente

Il Comune di Campo nell’Elba vuole realizzare un punto azzurro nella splendida a Cala Giovanna. Ma l’associazione: «Si trasforma un luogo unico in una banale spiaggia turistica»

3 MINUTI DI LETTURA





PIANOSA. Un bagnino per il servizio di sorveglianza e pulizia della spiaggia. E, ci mancherebbe altro, il noleggio di ombrelloni e sdraio per il comfort dei bagnanti. Niente di strano, dunque, solo un altro punto blu autorizzato dal Comune di Campo nell’Elba. Ma con un particolare, stavolta. La spiaggia in questione è Cala Giovanna (o più precisamente Cala San Giovanni), una delle lingue di sabbia più selvagge dell’Arcipelago. Siamo a Pianosa, in piena area marina protetta: non proprio a Riccione. Tanto basta per rendere la proposta del Comune di Campo nell’Elba singolare. E per scatenare le proteste, con l’associazione ambientalista Legambiente in prima linea.

Il progetto di un nuovo punto blu a Pianosa è stato inserito dal Comune di Campo nell’Elba nell’avviso pubblico per la «manifestazione di interesse alla realizzazione dei servizi di accoglienza e ristorazione presso l'Isola di Pianosa (termine di scadenza 1 marzo 20214, poi prorogato al 15 ndr)»: tra i punti contenuti ci sono i «servizi di balneazione», per la «pulizia straordinaria e quotidiana dell'arenile accessibile ai visitatori dell'isola – si legge nell’avviso – e lo svolgimento dell'attività di assistenza e sorveglianza della balneazione durante tutto l'arco temporale previsto per le visite. A fronte dello svolgimento dei servizi di pulizia e sorveglianza, l'amministrazione si impegna a istituire specifico punto azzurro sull'arenile di Cala Giovanna, che consenta l'occupazione di 9 metri quadrati per ricovero attrezzature, nonché la possibilità di noleggio ombrelloni e sdraio». Insomma, il Comune pensa di realizzare un punto azzurro nel bel mezzo di un’area marina protetta, in piena zona Parco, dove la balneazione - che sarebbe vietata, è consentita da alcuni anni.

«Sembra di essere tornati a qualche anno fa, quando sui manufatti sulla spiaggia di Pianosa apparvero i cartelli proprietà privata – attaccano da Legambiente – Si tratta di quello che abbiamo chiesto sempre di evitare: la trasformazione di una costa unica ed eccezionale, con le antiche peschiere romane e la Villa Romana di Agrippa, il mare più bello ed integro del Mediterraneo, trasformati in una qualunque spiaggia turistica del Comune di Campo, con tanto di noleggio di ombrelloni e sdraio». Secondo l’associazione ambientalista non ci sono le ragione di sorveglianza dei bagnanti, tali da rendere necessario il punto blu. «Forse a qualche assessore di Campo nell'Elba è balenata l'immagine di Pamela Anderson che corre sulla spiaggia a salvare miriadi di turisti in pericolo – spiegano da Legambiente – ma il bagnino/noleggiatore di Pianosa in realtà dovrebbe salvare dei bagnanti, che rischi non ne corrono per nulla, visto che a memoria d'uomo non si sa di nessuno che sia stato in pericolo di annegare a Cala Giovanna, dove il basso fondale si estende per decine di metri e che per annegare bisognerebbe essere un buon camminatore sull'acqua o un ottimo nuotatore con pulsioni suicide».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa