Il Tirreno

Sp 26, l’impegno di Rossi «Subito i 285mila euro»

I sindaci e l’assessore Schezzini chiedono i soldi per la bretella alternativa Il presidente dà l’ok: «Finanziare gli interventi e continuare il monitoraggio»

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RIO MARINA. «Vediamo se è possibile sbloccare quei soldi già lunedì». Il presidente Enrico Rossi ha telefonato agli uffici della Regione per sollecitare l’erogazione dei 285mila euro, necessari per finanziare la bretella di accesso a Rio Marina. Davanti al governatore, in una riunione improvvisata in sala consiliare, c’erano i sindaci di Rio Marina Renzo Galli, di Rio Elba Danilo Alessi, l’assessore ai lavori pubblici Catalina Schezzini e il geologo della Provincia Nicola Gherarducci. Con loro un gruppetto di cittadini riesi, preoccupati per il destino del paese, in stato di isolamento dallo scorso 4 febbraio, quando la Sp 26 è collassata in un punto. Da quel giorno per arrivare in paese le auto possono passare solo dalla strada da incubo di Grassera o dalla Parata per Cavo.

Mancano pochi minuti alle 15 quando Enrico Rossi, accompagnato dai sindaci Alessi, Galli e dall’assessore Schezzini compiono il sopralluogo sulla strada Sp 26, nel punto dove si è aperta la voragine e il sottosuolo, per cause ancora al vaglio degli studiosi, continua a muoversi (l’ultima rilevazione risale a giovedì notte). Dopo una verifica sul campo il governatore è i sindaci si sono riuniti in sala consiliare. Con tanto di mappe e progetti, viene spiegata a Rossi l’urgenza di avere una strada di accesso in tempi rapidi. Del resto la Provincia, nei giorni scorsi, ha ultimato la progettazione della bretella alternativa che si snoderà nella stessa zona della strada crollata, ma in un tratto considerato sicuro dai tecnici: la documentazione passerà al vaglio del consiglio provinciale mercoledì, giovedì è prevista la conferenza dei sindaci. L’obiettivo (difficile da cogliere) è avere una nuova viabilità entro Pasqua. Ma, è proprio quanto è stato detto a Rossi, quel che manca ancora è lo sblocco delle risorse regionali necessarie per dare il via all’iter: 285mila euro. Rossi ascolta, chiede rassicurazioni al geologo Gherarducci circa la sicurezza del tracciato, poi prende il telefono a sollecita gli uffici regionali a sveltire le pratiche. La linea che passa, caldeggiata sia dai sindaci che dall’assessore Schezzini, è avere la strada di accesso prima che gli studi tecnici sulle cause della voragine siano completati.

«L’unica cosa da fare in casi come questi – ha detto il presidente Rossi – è finanziare immediatamente gli interventi, così da ripristinare almeno la viabilità. La situazione non è semplice, visto che la zona continua a mostrare cedimenti e che proprio ieri sera si è verificato un nuovo movimento. I tecnici stanno lavorando e ci dà fiducia il fatto che la situazione sia sotto costante controllo».

Lo sprofondamento di un tratto di territorio e della strada è l'ultimo di una serie di fenomeni che si sono verificati nella zona a partire dal 2008. I tecnici spiegano che è dovuto alla presenza di calcare cavernoso, un materiale che dà luogo a sprofondamenti, ma tendono ad attribuire i sei episodi verificatisi negli ultimi 5 anni anche al pompaggio delle acque sotterranee.

«Abbiamo deciso anche – ha concluso il presidente Rossi, che ha anche la delega alla Protezione civile – di finanziare ancora per un anno e con 40mila euro il monitoraggio già iniziato dall'Università di Firenze e che ci ha già permesso di conoscere in anticipo il verificarsi dell'ultimo sprofondamento. Anche questo ci pare un provvedimento fondamentale per garantire la sicurezza oggi degli abitanti e domani dei turisti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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