Il dolore
Tesei, la non scuola della Provincia
Il presidente del consiglio di istituto smonta il progetto del polo alle Ghiaie
PORTOFERRAIO. «La Provincia ha presentato un progetto che non è possibile definire neppure preliminare. E l’ex caserma Teseo Tesei è una non scuola». È un giudizio severo quello che dà il presidente del consiglio di istituto Jachen Gaudenz, a pochi giorni dalla conferenza dei sindaci sull’edilizia scolastica. «La proposta – attacca Gaudenz – o meglio ciò che la Provincia ci vorrebbe imporre, è datata ottobre 2009 e aggiornata, nella parte dei prezzi, al 2014. Il comitato dei genitori e tutti gli altri si dovrebbero chiedere perché dal 2009 compare solo oggi. . La verità è che quella è una “non scuola” e quindi la Provincia avrebbe dovuto rivolgere altrove i suoi progetti e non avrebbe potuto prenderci in giro come ha fatto in questi anni».
Il presidente del consiglio di istituto del Foresi attribuisce alla Provincia una serie di «fallimenti» progettuali, tra cui «la gestione di «Salita Napoleone – dice – o le modifiche al Grigolo (sottrazione di spazi per altre attività esterne alla scuola) e le stesse manutenzioni al professionale con parte degli uffici spostati in altra ala per il pericolo di caduta del tetto, tutto sempre preventivamente segnalato o contestato».
Tornando sulle critiche al polo delle Ghiaie Gaudenz ritiene che sia una “non scuola” perché «le aule sono piccole e non rispettano le normative che prevedono classi di almeno 25 alunni (qui 15 su 21 sono per venti alunni che se si considera un handicap siamo a 18 alunni). Inoltre non è possibile farle più grandi perché le finestre sono piccole e la Soprintendenza non ne permette la modifica, comunque i ragazzi dovranno, molto probabilmente, stare con le luci accese, se la disposizione delle aule fosse modificata la sostanza non cambierebbe e sicuramente verrebbero meno i laboratori – sostiene Gaudenz – Sono state proposte 21 aule, già quest’anno ne servono almeno di 23 con un incremento annuo che porterà fra 4 anni a 30 aule per i soli licei».
Le ultime perplessità sono legate ai finanziamenti. «La Provincia non ha in bilancio i 4milioni di euro – spiega – dovrà accendere un mutuo che difficilmente le verrà concesso visto il prossimo scioglimento».
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