Gioco
La città degli “irreperibili”: in Comune le cartelle di Equitalia
Migliaia di avvisi per multe e tasse inevase non vengono notificate a casa ma in municipio Così i cittadini devono mettersi in fila e gli uffici dell’ente pubblico rischiano di andare in tilt
PORTOFERRAIO. Una città di “irreperibili”. O almeno questo è quanto sembra, a guardare le cartelle esattoriali firmate da Equitalia e accatastate negli uffici del servizio demografico del Comune di Portoferraio.
Solo nel 2012, giusto per capire la portata del problema, sono state recapitate in Comune - e non presso le abitazioni dei contribuenti, come da prassi - 2582 cartelle. Una mole mastodontica per un comune delle dimensioni di Portoferraio. Nel 2013 le cifre sono simili.
Ogni settimana i dipendenti del servizio demografico si vedono arrivare decine di avvisi, a partire dalle tasse sui fossi, multe non pagate, Irpef, Ici e altri tributi. Un numero talmente alto di avvisi che, inevitabilmente, pone dei seri dubbi sull’efficacia del servizio di consegna di Equitalia, commissionato al corriere privato Tnt. E mette in crisi gli uffici del Comune, chiamati a un lavoro extra, per di più con organici ridotti all’osso.
I dipendenti dell’Anagrafe, una volta ricevute le cartelle, devono registrare la documentazione, controllare la veridicità dei nominativi, trasmetterli nel sistema telematico dell’ente e, infine, procedere alla pubblicazione nell’albo pretorio. A ciò si aggiunge lo sforzo da “front office” con i cittadini che, legittimamente, vengono a chiedere i documenti.
Ai disagi per i lavoratori comunali fanno eco quelli provati dagli stessi cittadini. Già sapere che c’è qualcuno che viene a chiederti dei soldi, di questi tempi, non è una buona notizia. Se poi per far fronte al pagamento si deve fare la lotta con la burocrazia, ecco che la rabbia aumenta vertiginosamente.
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