Il Tirreno

Differenziata flop, nei cassonetti ci finisce di tutto

Differenziata flop, nei cassonetti ci finisce di tutto

I risultati di una lunga indagine dei 5 Stelle sanvincenzini Landi: «Ci sono ancora menefreghismo e disinformazione»

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SAN VINCENZO. La raccolta differenziata, a San Vincenzo, ha raggiunto da alcuni anni il 50% circa. Ma è da tempo che non si registra alcun incremento di questa peercentuale. Gli amministratori e i cittadini stessi danno la colpa di questo stallo ai vacanzieri estivi, per loro più indisciplinati degli stanziali. Ma la situazione non starebbe proprio in questi termini, e a dimostrarlo c’è il lavoro d’indagine lungo e accurato che hanno i compiuto gli attivisti del M5S locale, culminato in una serie di fotografie all’interno dei cassonetti sanvincenzini che parlano da sole: umido nel cassonetto della carta, carta nel contenitore della plastica e molte altre nefandezze.

Per il sanvincenzino Alessio Landi, attivista del M5S locale, il problema è culturale e dipende soprattutto dal menefreghismo e dall’indolenza di molti che forse non hanno capito cosa possa significare mischiare i rifiuti. «Mi sono occupato dell’argomento per molti mesi, studiandolo a fondo – dice Landi – e incontrando in alcune occasioni i dirigenti di Asiu. Poi, recentemente, abbiamo voluto vedere e fotografare cosa contenessero i cassonetti sanvincenzini, e lo spettacolo è stato sconfortante». Secondo Landi, le amministrazioni locali non stanno facendo niente per migliorare la situazione, e l’Asiu, oltre ai volantini, dovrebbe organizzare assemblee informative o addirittura recarsi porta a porta a spiegare alla gente i motivi e le giuste metodiche della raccolta differenziata. «Tali azioni senza ragione – prosegue Landi relativamente al mischiare rifiuti – sono dettate da disinformazione e disinteresse per il prossimo. Mettere questi materiali nei cassonetti sbagliati o semplicemente non portare i rifiuti differenziati all’isola ecologica, innesca una reazione a catena che ci renderà vittime della nostra stessa negligenza. Tale materiale verrà conferito in discarica con costi aggiuntivi per i cittadini e con un innegabile contributo all’inquinamento ambientale, delle falde, dei terreni. Cloruri e metalli e, in special modo, ferro e rame, creano la combinazione perfetta per lo sviluppo di diossine, che favoriscono fenomeni tumorali. Siamo consapevoli che gli enti preposti e le amministrazioni non stiano dando il massimo, ma il cittadino disattento contribuisce a distruggere l’ambiente e farci ammalare. Oggi chi sbaglia e persevera non ha attenuanti».

Cosa si può fare per invertire la tendenza? «Se non vogliamo perdere quest’importante partita – sostiene Alessio Landi – tutti siamo chiamati a contribuire a un processo di cambiamento circa l’ambiente, la salute, l’alimentazione e il riciclo di materie che possono tornare ad essere materia prima».

Paolo Federighi

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