Il Tirreno

Concordia, ora Genova spinge con forza

di Alessandro De Gregorio
Concordia, ora Genova spinge con forza

Indiscrezioni danno per favorito il terminal di Voltri. Il sindaco del Giglio ripete: «Nessuna operazione in alta stagione»

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PIOMBINO. Luciano Guerrieri lo aveva confidato giorni fa ai cronisti, durante la visita al cantiere sul porto: «Io spero che la Concordia venga qui, ma c’è una forte concorrenza di alcuni porti stranieri e, in Italia, il più agguerrito è Genova».

Forse il commissario dell’Autorità portuale sapeva già quel che abbiamo appreso ieri da fonti riservate, confermato dallo stesso sindaco del Giglio: Genova sta spingendo sottotraccia e il terminal di Voltri sarebbe il porto favorito per l’accoglimento del relitto. Del resto già a fine gennaio il Pd genovese aveva fatto approvare a larga maggioranza una mozione con cui si chiedeva al sindaco di «attivare di concerto con l’Autorità portuale ogni utile iniziativa nei confronti dei diretti interessati, affinché le attività di demolizione del relitto della Costa Concordia vengano effettuate nel porto di Genova».

«Nessun egoismo territoriale – aveva poi spiegato il capogruppo Pd, Simone Farello – in quanto siamo i primi a sostenere che Piombino sia la scelta naturale per la vicinanza territoriale e come forma di risarcimento per gli effetti negativi del tragico evento. Se però non ci fossero le condizioni oggettive per far ricadere la scelta sul porto toscano, a questo punto si dovrebbero abbandonare tutte le valutazioni politiche e puntare esclusivamente sul porto industriale che presenta le condizioni tecniche migliori per la realizzazione del lavoro».

Guerrieri stavolta non commenta. Dice solo che «noi a settembre saremo prontissimi, avremo banchina e fondali a meno 20. Mi auguro che la scelta non sia lasciata solo alla discrezione dell’armatore ma che vengano coinvolte le istituzioni, dal ministero dell’Ambiente alla Regione».

Guerrieri parla di settembre anche se il capo della protezione civile, Franco Gabrielli, aveva detto che la nave sarebbe stata spostata a giugno e la destinazione sarebbe stata indicata a marzo. Oggi è il 20 marzo e di ufficiale non c’è niente.

Un primo assist a Piombino lo aveva fatto Sergio Ortelli, sindaco del Giglio, che aveva chiesto di posticipare l’operazione per non compromettere un’altra stagione turistica.

Ortelli oggi non solo lo ribadisce, ma alza i toni: «Dal mio appello non ho ricevuto alcuna risposta. Ora stiamo programmando la stagione turistica. Nessuno ci ha spiegato come sarà l’operazione di rigalleggiamento. Io posso immaginarla: un relitto spiaggiato, verticale, con 30 metri di nave sotto, con i cassoni che si può capire come saranno quando verranno su. Un relitto fantasma. Ma si può tenere un fantasma davanti a una delle parti più belle dell’isola? E come reagirà il nostro mercato, non solo adesso che sa che a luglio potrebbe essere trasferita la nave, ma anche nel momento in cui i turisti vedranno uscire da questo relitto liquidi maledoranti? Se la nave viene rigalleggiata tra giugno e luglio, in quei quindici giorni ci rimettiamo tutta la stagione. E poi? La nave rimane due o tre mesi lì? La portano via lentamente? Non si sa. Nessuno spiega. Siamo al 20 marzo e io voglio certezze. Sono preoccupato e con me lo sono tutti i miei concittadini». Per questo Ortelli ha convocato un’assemblea pubblica con un volantino fatto distribuire ieri mattina nei pubblici esercizi. L’assemblea è fissata per sabato alle 17 in piazza della Dogana.

Ortelli stavolta è ancora più esplicito: secondo lui la Concordia va spostata a settembre e deve essere portata a Piombino: «Sarei uno stupido a preoccuparmi solo della rimozione senza avere una visione globale dell’operazione. La Toscana è in credito. Non si può dimenticare cosa hanno dato il Giglio, ma anche la provincia e la regione. Qui vogliono passare sopra la mia testa ma a me non sta bene, io rivendico le mie prerogative di sindaco di un territorio massacrato da questa vicenda. Chiedo rispetto e chiedo che chi ha la responsabilità condivida con me i programmi. Programmi che oggi sono ancora nelle stanze segrete di Costa Crociere».

«La compagnia ha sede a Genova e ha tutto l’interesse che la nave vada lì – conclude Ortelli – ma io lo ritengo profondamente ingiusto. La gara è in una fase di stand by , ci sono riflessi politici delicati, ma qualcuno un bel giorno si dovrà pure esprimere. E non dovrà essere solo Costa o Carnival. Questa è una decisione che va condivisa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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