Finanza
Cemento sotto sequestro a Torre Mozza
La forestale blocca i lavori per realizzare un passaggio per portatori di handicap in uno stabilimento balneare
PIOMBINO. Torre Mozza, spiaggia bellissima anche adesso, così affollata di rami trascinati dalle mareggiate, preziosa perché in fondo al parco costiero della Sterpaia, al confine con Follonica. E ora, che siamo ormai a ridosso della nuova stagione, evidente che si sta lavorando proprio per preparare le strutture all’arrivo dei nuovi ospiti, qui come su tutta la costa piombinese.
Ma da un paio di giorni a bloccare uno degli accessi alla spiaggia proprio dall’ultimo stabilimento della Costa Est “Torre mozza beach” c’è un cartello che, con tanto di fettuccina ufficiale bianca e rossa. Segnali che indicano come l’area sia stata sottoposta a sequestro da parte del corpo forestale dello stato (comando stazione di Venturina). «Sembra che si stesse realizzando un accesso per disabili in cemento armato – racconta una coppia, a passeggio col cane – ma poi sono arrivati gli agenti della forestale ed hanno bloccato tutto...».
Un’altra tegola per il gestore del “Torre mozza beach” Valter Bartuletti già al centro di un’indagine della Procura (dal dicembre scorso) a proposito del bando da lui vinto. Questo perché, come cognato del vicesindaco Lido Francini, sarebbe stato favorito in quella gara con cui si è aggiudicato il bagno ed è su questo che stanno ancora lavorando i carabinieri.
Insomma questa preziosa striscia di sabbia, 240 metri lineari, durante la stagione estiva una novantina di ombrelloni (in un’unica fila) non trova pace.
E già l'arenile risulta ridotto parecchio considerando che, a circa 10 metri dalla battigia, si trova un’antica strada romana.
Ora quest’area sottoposta a sequestro, circondata dal nastro del corpo forestale dello stato, proprio nelle vicinanze dei casotti dei servizi e poco distante dal bar ristoro.
Una misura resa necessaria dall’articolo 354 del codice di procedura penale per «accertamenti urgenti sui luoghi, sulle cose e sulle persone».
Gli agenti della forestale si sono occupati dei rilievi trasmettendo poi - nel giro di 24 ore - le informazioni al pubblico ministero.
Il sequestro è, dunque, previsto obbligatoriamente.
Certo è che, in una zona di così grande pregio naturale in genere tutti gli interventi a ridosso della duna sembra debbano essere fatti utilizzando legno o plastica (comunque removibile).
Forse ci saranno da controllare il piano urbanistico del 2003 o anche le previsioni antecedenti, relative agli anni in cui qui c’era un villaggio turistico.
Da vedere, poi, cosa deciderà il magistrato competente.
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