Il Tirreno

Un frantoio alle Saline, si completa la struttura

Un frantoio alle Saline, si completa la struttura

Il progetto era rimasto bloccato per il fallimento dell’Unione dei Comuni Si pensa a un mutuo precedentemente contratto con la Cassa depositi e prestiti

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PORTOFERRAIO. Uno spiraglio, dopo otto anni di attesa per un lavoro che, beffardamente, è rimasto a metà. Gli olivocoltori elbani confidano in un'accelerazione per il completamento del frantoio pubblico delle antiche Saline. Un progetto che, secondo l'associazione Olivocoltori Isola d'Elba, avrebbe dato un impulso alla produzione dell'isola, uno dei pochi settori in crescita in questi anni di crisi, ma che in realtà è rimasto inchiodato nelle maglie della burocrazia e della malapolitica. Il progetto del frantoio pubblico, infatti, fu portato avanti dalla Comunità montana, poi divenuta Unione dei Comuni, a sua volta disciolta nel 2011 tra polemiche, debiti lasciati sulle spalle dei Comuni e progetti rimasti sospesi. Tra questi ricordiamo il canile comprensoriale mai realizzato ma anche, appunto, il frantoio pubblico. L'iter per l'opera, finanziata con soldi pubblici, fu avviato otto anni fa. La costruzione della struttura in un terreno delle Antiche Saline è andata avanti a rilento. Ma errori di impostazione del progetto, difetti tecnici, spazi insufficienti e mancati allacci all'energia elettrica e alla fornitura dell'acqua rendono, a distanza di anni, la struttura non utilizzabile. A ciò si aggiunge - e non è particolare da poco - l'assenza dei macchinari e delle attrezzature per rendere operativo un frantoio che, secondo l'opinione dell'associazione, renderebbe questa produzione agricola dell'isola molto più competitiva. «Nel 2007 contavamo appena 13 soci, ma con gli anni abbiamo coltivato la passione per l'olio dell'isola - racconta Franco Provenzali, presidente dell'associazione Olivocoltori dell'Isola d'Elba - adesso i soci sono diventati 83. Sono in produzione 100mila piante di olivo che potrebbero fornire 1500 quintali di olio. L'olio dell'Elba tira, tanti turisti ci chiedono informazioni. Produttori dal continente sarebbero interessati a sfruttare, sull'Elba, la loro sovrapproduzione. In una fase in cui fette importanti dell'economia sono in crisi credo sia importante valorizzare un settore che, in controtendenza, sta crescendo ed è composto prevalentemente da piccoli produttori e hobbisti. Quel frantoio pubblico sarebbe una risorsa fondamentale". Il completamento della struttura delle Antiche Saline è rimasto bloccato, in questi mesi, per le vicissitudini legate all'Unione, i cui crediti, debiti, mutui e progetti sospesi sono stati ereditati dai Comuni elbani. La svolta, secondo l'associazione, sarebbe in un mutuo contratto dalla Comunità montana con la Cassa Depositi e prestiti, inutilizzato. L'idea è riversare quelle risorse, con l'assenso dei Comuni, sul frantoio. Ma l'operazione è stata fino ad oggi bloccata, per la posizione assunta dal Comune di Marciana Marina, che ha deciso di impugnare tutti i decreti del commissario liquidatore dell'ex Unione e non intende subentrare. Quei soldi, quindi, restano congelati in banca. Uno spiraglio si è tuttavia aperto quando gli olivicoltori hanno incontrato il sindaco Andrea Ciumei e l'avvocato del Comune marinese. L'ente ha rinunciato alla sua quota di mutuo lasciando agli altri comuni elbani le mani libere per poter utilizzare quei soldi. «Ora la palla passa agli altri Comuni che si sono impegnati a scrivere alla Cassa depositi e prestiti - spiega Provenzali - entro la fine di marzo dovrebbe arrivare la risposta e si potrà capire quante possibilità ha il frantoio di essere completato»

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