Il Tirreno

Anche la Camusso a sorpresa sul palco

Anche la Camusso a sorpresa sul palco

Iniziati i lavori al Metropolitan con la relazione del segretario regionale Gramolati: iscritti in aumento e le sfide del futuro

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PIOMBINO. Scene da un congresso. Con tanto di colpo teatrale. L’arrivo - volutamente ignorato dal programma - del segretario Susanna Camusso.

Niente è stato lasciato al caso, dalla regia del decimo congresso regionale della Cgil. A Piombino. Perchè è qua che si gioca una delle partite più importanti per l’occupazione toscana e per il futuro dell’industria italiana. E al Metropolitan. Grande abbastanza per ospitare gli invitati, numerosi, e ben 350 delegati.

Il primo ad apprezzare la scelta della città, è stato il sindaco. Gianni Anselmi ha riassunto i passaggi più importanti della vicenda Lucchini, valorizzando la sintonia tra le istituzioni e le organizzazioni sindacali nella conduzione della vertenza. Dagli esiti ancora incerti.

Il lavoro decide il futuro. Lo slogan individuato per il congresso, che terminerà oggi, è questo. Ed è su questo che si è sviluppata la relazione del segretario, Alessio Gramolati, conclusa dal ricordo di Piero Mazzoni, dirigente Cgil di Piombino, scomparso recentemente.

«Al nostro congresso hanno votato in 126mila, più persone dell'ultima volta: una grande occasione di partecipazione democratica, dove la mozione Camusso ha preso il 97,34%. Non è stato il congresso d'ascolto come volevamo: i gruppi dirigenti hanno cercato di tenere i propri bacini, con emendamenti calati dall'alto che non hanno raggiunto la maggioranza. Quello sul Testo Unico, il più lacerante, non ha raggiunto il 10%», ha detto tra l’altro.

Il giudizio sul governo. Bene l'intervento sui redditi da lavoro dipendente sotto i 25mila euro, investimenti su casa, scuola e tutela dell'assetto idrogeologico, un messaggio su legalità e lotta alla corruzione, un trasferimento della pressione fiscale a svantaggio della rendita finanziaria, la riduzione del 10% dell'Irap, l'accelerazione del pagamento dei debiti della pubblica amministrazione verso le imprese. «Ora - ha detto Gramolati - bisogna sostenere le ragioni dei nostri pensionati. E non è chiaro dove si prendono le risorse».

No ai localismi. «Lucchini, Breda, il caso Prato, Mps: è necessario un pensiero nuovo per la Toscana. Serve una nuova piattaforma: industria, agroalimentare, ricerca, università, terziario, cooperazione. La Toscana, dove non si affaccia un'imprenditoria capace di proporsi con nuovi progetti, è troppo piccola per essere divisa. Servono coraggio e responsabilità».

Contrattare il tempo nuovo. Tra i numeri elencati da Gramolati, ci sono 513 accordi nella contrattazione sociale, mentre nella collettiva acquisitiva e difensiva dal 2010 al 2013 gli accordi sono stati 55mila e hanno coinvolto almeno 600mila persone. Nei servizi individuali, hanno bussato in Cgil 2.870.000 persone. In quattro anni circa 3.500.000, quasi l'intera popolazione della Toscana, hanno cercato lì la soluzione ad un problema.

Cgil parte civile. Ricordando la strage di Prato, dove morirono 7 operai cinesi, Gramolati ha annunciato che la Cgil, con la Filtcem nazioanle, ha deciso di costituirsi parte civile nel processo. Così come ha fatto nella strage di Viareggio. Intanto, una slide indicava in 51 i lavoratori uccisi da un infortunio nel 2013.

Giovani. «Le nostre politiche contrattuali - ha aggiunto - devono essere il terreno dove si misura un salto di qualità, così come lo si è fatto nel Progetto Giovani Sì della Regione Toscana e come pensiamo di fare con il nostro Progetto Giovani».

Rappresentanza. Questa stagione, per il segretario Cgil, lascia accordi separati diventati prassi, un arretramento delle condizioni lavorative, una deriva corporativa che ha colpito la rappresentanza. «E' per questo e su questo che si sono realizzati gli accordi del 28 giugno, del 31 maggio e il Testo Unico del 10 gennaio», ha sottolineato Gramolati.

«In questi anni difficili la Cgil Toscana è cresciuta fino a 511.863 iscritti, tra gli attivi 11.187 in più. Siamo la prima regione - ha aggiunto - che ha dato ai Caaf una dimensione societaria regionale, e saremo i primi col bilancio certificato».

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