Attenzione
«Ora i Comuni vogliono sopprimere la Parchi»
L’allarme lanciato da Bertini (Forum) che chiede invece di rilanciare la società San Vincenzo intanto rinnova il contratto di servizio ma solo per un anno
SAN VINCENZO. La giunta comunale ha rinnovato il contratto di servizio con la Parchi Val di Cornia per un anno, senza che l’argomento sia stato portato in consiglio. Ciò mentre i Comuni di Campiglia e Piombino hanno seguito strade fra loro indipendenti.
E’ ciò che sostiene Nicola Bertini del Forum. «La follia, ormai – sostiene Bertini – detta le delibere. Mentre Campiglia porta in consiglio un contratto di gestione, Piombino ne approva uno completamente diverso della durata di tre anni e San Vincenzo, senza raccontare nulla in consiglio, approva in giunta un rinnovo di un anno. Servirebbe un progetto coerente e di lungo respiro sul nostro patrimonio culturale, paesaggistico e archeologico. Chi nega quest’evidenza fa compiere enormi passi indietro al territorio. Inutile parlare di miglioramento di servizi, destagionalizzazione o diversificazione economica se non si riesce neanche a rispettare la convenzione di una società di proprietà dei Comuni e non ci si mette d’accordo su un contratto di servizio».
Il capogruppo del Forum propone di allargare la promozione del territorio anche ad altri Comuni limitrofi, e attacca nello specifico l’ente locale. «La delibera di giunta chiarisce la caratura dell’amministrazione sanvincenzina: rinnoviamo il contratto per un anno perché ci sono le elezioni. Nel frattempo Piombino rinnova il contratto per 3 anni con un contributo a carico dei Comuni non più misurato in base ai residenti, come da convenzione, ma su una media tra residenti, presenze turistiche e centri di spesa. La Parchi, che avrebbe potuto rappresentare un’opportunità di lavoro per molti e uno strumento per mantenere alte le presenze turistiche anche in primavera, viene smantellata senza prospettive alternative. Il progetto di marketing si è rivelato una sciocchezza usata come diversivo mentre Piombino sottraeva alla Parchi gli introiti dei parcheggi di Sterpaia e Baratti. I tempi in cui la società si autofinanziava – prosegue – sono lontani. La Parchi è ora una mucca da mungere per il Comune di Piombino e da nutrire per i Comuni della Val di Cornia. Una situazione insostenibile, che può essere capovolta solo rimuovendo le cause che l’hanno determinata. A far precipitare la situazione è stato lo scioglimento del Circondario, che non è stato sostituito da nulla».
Per Bertini, infine, la volontà dei Comuni sarebbe di sopprimere la Parchi.
Paolo Federighi
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