Sicurezza
I musei si mettono in rete per attrarre più visitatori
Dopo le polemiche, un progetto per unire i due versanti minerari dell’isola Giangregorio: «Per l’Elba sarebbe una sfida e destagionalizzerebbe il turismo»
MARINA DI CAMPO. «Oggi per un imprenditore fare politica è impossibile. In questi ultimi cinque anni il Comune ha fatto una scommessa: puntare sul museo mineralogico di San Piero. Io cosa avrei dovuto fare? Dimettermi per un’eventuale futura convergenza di interessi lavorativi?». A dirlo è Giuseppe Giangregorio, ormai ex consigliere comunale di Campo nell’Elba, visto che appena la Pelagos – la società cooperativa di cui è socio e amministratore unico – ha vinto il bando per gestire la struttura elbana si è dimesso per incompatibilità. Il consiglio comunale di ieri sera, ha di fatto sancito la sua sostituzione. D’ora in poi lui penserà solo alla sua attività e a creare una rete di musei e percorsi fra la natura al servizio dei clienti, da San Piero fino a Rio Marina. «All’Elba sarebbe una novità assoluta – spiega la guida ambientale – per noi sarà una grande sfida che sono sicuro vinceremo. Vogliamo destagionalizzare il turismo». L’ex delegato all’ambiente si dice tuttavia molto turbato dalle polemiche degli ultimi giorni, «visto che ho sempre vissuto la mia carica pubblica come un semplice cittadino». Fra coloro che hanno criticato la sua doppia veste di consigliere di maggioranza e imprenditore partecipante alla gara, c’era l’ex collega di minoranza Lorenzo Lambardi, che ha fatto un’interpellanza al sindaco Vanno Segnini, commentando il tutto sulla sua pagina Facebook.
«Trovo quantomeno insolito che un consigliere attenda l'esito di un bando a cui partecipa la sua cooperativa per poi dimettersi – ha scritto il coordinatore elbano del Partito democratico – e credo che un certo maggiore rispetto per il ruolo pubblico avrebbe indotto lo stesso a dimettersi prima di partecipare alla gara».
Giangregorio, comunque, tira dritto, convinto della bontà delle sue azini.
«Che cosa dovevo fare – si chiede – andarmene alla cieca? Ho fatto un passo indietro nel momento in cui si è manifestato questo conflitto di interessi. Il museo è una diretta emanazione del Comune. Io, che per il momento ne sono aggiudicatario solo in via provvisoria, non posso certo stare da entrambe le parti».
Ora la guida ambientale si concentrerà solo sulla valorizzazione del museo. Il Comune ha stanziato 5mila euro per la costruzione del sito Internet dedicato, mentre il resto dei soldi - «molti molti di più», rivela l’ex consigliere di maggioranza – dovranno metterceli i soci della cooperativa. «Vogliamo creare una rete per gli amanti dei musei e della natura e crediamo che questa struttura possa diventare per San Piero ciò che il Parco minerario rappresenta per Rio Marina –racconta Giangregorio – Capisco le polemiche, ma una guida ambientale da sola non credo che avrebbe potuto sobbarcarsi tutto. Io ho già incaricato una persona per creare il brand del museo, visto che partiamo da zero. Stiamo organizzando delle campagne pubblicitaria sia all’isola d’Elba che in terraferma, come all’aeroporto di Pisa. Presto assumerò una persona a tempo indeterminato». L’ex consigliere comunale sottolinea che questa sfida, per lui e soci, rappresenta un rischio di impresa. «Abbiamo deciso di puntare sul museo rischiando i nostri soldi – conclude Giangregorio – e se andrà bene non diventeremo ricchi, ma daremo sicuramente lavoro a molte guide ambientali».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
