Il dolore
Polemica sul bando per il museo
Dini: «Le guide andavano tutelate, la partecipazione alla gara è stata limitata»
MARINA DI CAMPO. «È un peccato, all’Elba ci sono tantissime guide ambientali e sapere che nessuna di loro abbia potuto partecipare al bando per il museo mineralogico e gemmologico di San Piero lascia l’amaro in bocca». A dirlo è Alessandro Dini, consigliere di maggioranza ed ex assessore alla portualità, “scaricato” nel 2011 dal sindaco Vanno Segnini dopo un’accesa polemica contro l’assessore ai lavori pubblici Fausto Carpinacci. L’esponente campese di Forza Italia, che da mesi è al lavoro per formare una lista di centrodestra alternativa a quella formata dal primo cittadino uscente, è deluso dal fatto che i liberi professionisti elbani (non costituitisi in società) non abbiano potuto prendere parte alla gara per la gestione del museo dedicato al mineralogista Luigi Celleri, riaperto 2 giorni fa. «Le guide ambientali sono rimaste molto sorprese – spiega Dini – e se il sindaco dice che è tutto regolare, aspetto di vedere cosa risulterà dagli atti e di ascoltare la risposta all’interpellanza del consigliere Lorenzo Lambardi». Il coordinatore elbano del Pd ha chiesto a Segnini se Giuseppe Giangregorio – consigliere di maggioranza e amministratore unico della Pelagos, la cooperativa che ha vinto il bando – avesse votato le delibere sul museo, ponendo il problema dei liberi professionisti, la cui partecipazione alla gara, a suo dire, era stata preclusa. Il sindaco ha dichiarato che «gli atti sono stati votati solo dalla giunta» e che «ai bandi pubblici possono partecipare solo le aziende», mentre i liberi professionisti «potevano costituirsi in società». «La sua è una risposta che non risponde – sostiene Dini – ed è un escamotage ad excludendum. Sarebbe stato preferibile trovare una soluzione per favorire il più possibile la partecipazione. Quando un membro del consiglio partecipa e vince una gara indetta dal Comune che rappresenta – conclude l’ex assessore al porto – è chiaro che agli altri rimane l’amaro in bocca».
(s.t.)
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