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oggi i funerali a fiesole

Ivano Tognarini, il ricordo dell’Anpi e del sindaco

PIOMBINO. Oggi (alle 14,30) a Fiesole si terranno i funerali di Ivano Tognarini. La cerimonia si svolgerà nel museo civico archeologico di Fiesole, comune di cui Tognarini fu assessore alla cultura....

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PIOMBINO. Oggi (alle 14,30) a Fiesole si terranno i funerali di Ivano Tognarini. La cerimonia si svolgerà nel museo civico archeologico di Fiesole, comune di cui Tognarini fu assessore alla cultura.

Anche l’Anpi Livorno, in una nota, esprime «profondo cordoglio per la scomparsa di Ivan Tognarini, insigne studioso di storia contemporanea, in particolare del fascismo e della Resistenza in Toscana e in particolare nella nostra provincia e nell’amatissima Piombino. Figlio di un grande combattente partigiano, ha dedicato tutta la sua attività di storico alla valorizzazione della memoria della grande stagione eroica delle battaglie per la libertà e la democrazia. E' merito anche delle sue ricerche e del suo appassionato lavoro che la battaglia di Piombino del 10 settembre 1943 non è stata dimenticata e la città è stata insignita della medaglia d’ oro. Tra le sue tante pubblicazioni ricordiamo "Livorno nel XX secolo - gli anni cruciali di una città tra fascismo, resistenza e ricostruzione", che gli fu commissionata proprio dall’Anpi e che ora si trova in tutte le scuole superiori della nostra provincia. Grazie, Ivan, per la costanza e la profondità del tuo impegno che ha consentito di consegnare alle nuove generazioni un patrimonio di valori e di conoscenze da cui partire per guardare con speranza al futuro».

Anche il sindaco Gianni Anselmi, che già ieri a caldo ne aveva tratteggiato la figura, ci ha scritto un lungo ricordo che pubblichiamo in modo integrale sul nostro sito web e di cui qui riproduciamo un estratto: «Ivano era un uomo generoso, come solo i grandi sanno essere: sapeva dare spazio agli altri, ne riconosceva il merito e ne apprezzava sinceramente il successo; traeva la sua forza da salde radici e dal calore della famiglia che lo ha sempre sostenuto, l’adorata moglie Gabriella e il figlio Niccolò, che ne segue le orme di storico. Con lo stesso entusiasmo e instancabile impegno lavorava per progetti di rilievo internazionale come per piccole iniziative locali, a fianco delle massime istituzioni come delle amministrazioni locali e delle associazioni. Molti paesi toscani, che hanno avuto un ruolo “minore” nella Resistenza italiana, hanno potuto avere un riconoscimento ufficiale proprio grazie ai suoi studi e ricerche. Piombino ha ricambiato questo affetto, offrendogli la cittadinanza onoraria, segno di un legame condiviso fatto di impegno e integrità, passione e coraggio. Le stesse doti che lo hanno spinto a lottare contro la malattia fino all’ultimo. (...). E' stato per le istituzioni un prezioso alleato sul terreno del lavoro culturale, per i cittadini un punto di riferimento, per me un maestro, un amico, un compagno».

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