Sicurezza
Museo mineralogico, contestata la gestione
Scoppia la polemica sull’assegnazione del servizio al consigliere Giangregorio Segnini: «Il bando era aperto a tutti e non abbiamo precluso nessuna azienda»
MARINA DI CAMPO. È polemica a Marina di Campo fra il consigliere di minoranza Lorenzo Lambardi e il sindaco Vanno Segnini, a poco più di due mesi dalle elezioni. A provocarla l’assegnazione della gara per la gestione del museo mineralogico e gemmologico di San Piero alla società cooperativa Pelagos, il cui amministratore unico è il consigliere di maggioranza Giuseppe Giangregorio, entrato in Comune nel marzo del 2012 al posto del collega Yuri Tiberto. Il museo, intitolato al mineralogista sampierese Luigi Celleri, è stato riaperto al pubblico proprio ieri, dopo essere stato inaugurato la scorsa estate. Lambardi chiede al sindaco «se non si sia ravvisata la possibilità di escludere la Pelagos dalla partecipazione al bando, per via dell'obbligo di legge di astenersi dalla discussione e votazione delle delibere comunali riguardanti i propri interessi» e se Giangregorio «abbia partecipato o meno alle votazioni del consiglio comunale» senza «aver presentato prima le dimissioni». Il coordinatore elbano del Pd, nella sua interpellanza scritta, cita anche una sentenza del Consiglio di Stato. Segnini, al Tirreno, ha risposto che il suo consigliere, che ha anche la delega all’ambiente, «ha solamente partecipato agli atti per l’istituzione e il regolamento del museo», mentre i documenti di gara «sono stati discussi solamente dalla giunta e applicati dai dirigenti». «Giangregorio – sottolinea Segnini – non ha assolutamente beneficiato del suo status di consigliere comunale. Il bando era aperto a tutti e non abbiamo precluso la partecipazione a nessuna azienda». Su questo punto Lambardi insiste chiedendo come mai «si sia di fatto vietata la partecipazione ai liberi professionisti che, come è ben noto, sono la stragrande maggioranza della forza lavoro presente all'isola d'Elba. «La lettura del consigliere di minoranza è errata – ribatte Segnini – perché i professionisti non possono partecipare alle gare per i servizi pubblici, visto che è una facoltà esclusiva degli imprenditori. Le persone interessate potevano ovviamente costituirsi in società per poi prendere parte alla gara. Non ci sarebbe stato nessun problema». Il sindaco di Campo nell’Elba sottolinea inoltre che «il bando è stata redatto a completo vantaggio dell’amministrazione». «In molti casi chi gestisce un museo viene sovvenzionato dagli enti pubblici – conclude Segnini – ma in questo caso gli unici soldi da noi spesi sono quelli dell’avviamento iniziale. La nostra è un’operazione a costo zero. I cittadini non pagheranno un euro».
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