Toscana
«In tanti sul bus senza biglietto»
La denuncia della Fit-Cisl che segnala anche casi di aggressione a controllori e autisti
PIOMBINO. Passeggeri furbetti e controllori insultati. Un fenomeno sempre più in crescita sugli autobus della Val di Cornia. A denunciarlo è la Fit-Cisl. «Il trasporto pubblico locale negli ultimi anni sta subendo delle modifiche profonde con l’attivazione della gara regionale che sembra ormai in dirittura di arrivo – si legge nella nota inviata in redazione da parte della federazione italiana trasporti – A settembre si dovrebbe assegnare tutto il territorio toscano ad un unico gestore. Solo così il trasporto pubblico potrà essere efficiente. Detto questo, nel territorio della Val di Cornia dobbiamo ora gestire il problema degli evasori».
Il fenomeno pare infatti complicato da risolvere. La situazione è questa: alcune persone, quasi sempre le solite e ormai note ad autisti e controllori, salgono sull’autobus e non pagano il biglietto. Alla richiesta di mostrare i documenti, si rifiutano. E i controllori? «Le persone per bene, che magari per dimenticanza o altro vengono sorprese senza biglietto, tirano fuori subito un documento; chi invece sale irregolarmente per abitudine sul pullman non lo fa, innescando la rabbia dei passeggeri onesti – afferma Dario Pierfederici, segretario provinciale Fit-Cisl – Purtroppo non esistono strumenti efficaci per intervenire. L’unica cosa che può fare il controllore, di fronte al rifiuto di esibire i documenti, è quella di chiamare le forze dell’ordine, che difficilmente possono intervenire in modo tempestivo, elemento invece essenziale in casi di questo tipo».
È possibile fermare l’autobus e far scendere l’evasore? «Prima di tutto in che modo se non vuole? – spiega Pierfederici – E poi il rischio è rendersi colpevoli di interruzione di pubblico servizio, senza considerare che alla fine spunta sempre per miracolo un testimone a favore della persona trovata senza biglietto». Come se non bastasse c’è il problema del rapporto multa-costo biglietto. Sembra infatti che qualcuno metta sulla bilancia vantaggi e svantaggi anche economici nell’acquisto del ticket. Di fronte a una multa di 40 euro (questo il prezzo della contravvenzione) c’è chi pensa che convenga correre il rischio invece di pagare un abbonamento magari di oltre 50 euro, confortato dalla difficoltà degli accertamenti. I controllori presenti sul territorio della Val di Cornia sono infatti solamente due. «È chiaro quindi che i controlli sono già quello che sono, e il rischio di venir pizzicati senza biglietto ancora minore – sostiene Pierfederici – Gli enti che gestiscono il trasporto pubblico locale piuttosto che aumentare il prezzo dei biglietti dovrebbero alzare l’importo delle sanzioni. In questo momento di crisi poi, con molte più persone che si servono degli autobus rispetto a prima, il fenomeno degli evasori causa la rabbia dei cittadini onesti che se la prendono con il personale dei bus».
Personale già preso di mira dagli stessi furbetti senza biglietto. Le offese rivolte ai controllori sono infatti all’ordine del giorno. Quando questo non basta, si passa agli sputi e addirittura alle aggressioni fisiche. In due casi, uno stesso controllore si è dovuto rivolgere al pronto soccorso, per altrettanti episodi sgradevoli: una volta per un polso slogato, nell’altra per un calcio.
A peggiorare l’intero quadro ci pensano anche i nuovi biglietti delle ferrovie. «Sul ticket di ultima generazione è, a nostro avviso, impossibile verificare la corretta convalida – spiega il segretario provinciale Fit-Cisl – Sulla parte bianca del biglietto, dove dovrebbe vedersi la convalida, non resta infatti impresso l’inchiostro. La voce si è sparsa e capita spesso che i furbetti che non vogliano pagare il servizio utilizzino uno stesso biglietto un’infinità di volte».
Quali soluzioni per il fenomeno di inciviltà? Intanto l’aumento della multa, ora di 40 euro. «Secondariamente far girare in borghese un paio di carabinieri o poliziotti che interverrebbero nei casi necessari – afferma Pierfederici – Sappiamo quali sono le corse frequentate maggiormente dagli evasori e questo basterebbe come deterrente per il cattivo comportamento».
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