Sicurezza
Il Comune ci riprova, gara per il porto
La giunta Simoni cerca un’impresa per gestire l’approdo da 101 posti barca: a febbraio l’asta è andata deserta
PORTO AZZURRO. Il Comune di Porto Azzurro ci riprova. L’amministrazione guidata dal sindaco Simoni ha pubblicato, il 13 marzo, il nuovo bando per l’affidamento dell’approdo turistico. Lo scorso febbraio la gara è andata deserta, a causa di un errore formale del procedimento (la mancata indicazione di una data) che, di fatto, ha vanificato le offerte presentate dalle aziende Nautica Lavinia e Forti Yachting Partners. Così, a pochi giorni dall’inizio della stagione turistica, la giunta Simoni rimette sul piatto la gestione dell’approdo turistico che conta 101 posti barca.
L’unica variazione del bando, visto lo slittamento dei tempi di affidamento, sta nella durata del contratto con l’impresa privata che intenderà rilevare il servizio. Il contratto scatterà dalla data della stipula fino al 12 marzo del 2015.
«Confidiamo che stavolta la gara andrà a buon fine, in modo da poter affidare il servizio a un’impresa privata – spiega il sindaco di Porto Azzurro, Luca Simoni – il Comune potrà così impiegare tutte le sue energie sulla progettualità che porterà il paese ad avere un nuovo porto. Qualora le offerte non dovessero arrivare, l’amministrazione, come accaduto lo scorso anno, si farà carico della gestione dell’infrastruttura».
La gara. Le imprese interessate a gestire l’approdo turistico avranno tempo fino alle ore 13 del 5 maggio per inviare le offerte all’ufficio protocollo del Comune di Porto Azzurro. Il canone che il Comune otterrà dalla gestione affidata al privato è di 200mila euro, cifra a base di gara e soggetta a rialzo. I privati interessati, inoltre, dovranno versare un canone demaniale di 10.283 euro.
L’amministrazione comunale si riserva, qualora avesse disponibilità di un’ulteriore specchio acqueo (con la diga foranea), di estendere l’appalto per ulteriori 125mila euro. Sono ammesse alla gara le imprese iscritte alla Camera di commercio, industria e artigianato, nei casi in cui vi sia assenza delle cause di esclusione, tra cui l’esistenza di situazioni debitorie pendenti da parte delle imprese. Inoltre le realtà aziendali dovranno dimostrare di aver generato, negli ultimi tre anni, un fatturato globale di almeno 2 milioni di euro.
L’infrastruttura. L’approdo turistico di Porto Azzurro è suddiviso in cinque classi di appartenenza, che si differenziano in base all’ampiezza dei posti barca (in tutto 101) e, di conseguenza, per le dimensioni dei natanti ospitati.
La classe II conta 27 posti per imbarcazioni da 6,5 a 8 metri, la III 48 imbarcazioni da 8 a 10 metri: insieme rappresentano buona parte del porticciolo turistico che punta molto su natanti di medie dimensioni. Ma c’è posto anche per barche più grandi: 10 dai 10 ai 12 metri, 7 dai 12 ai 15 metri e, infine, 8 per gli yacht da 15 ai 18 metri di lunghezza.
Gli oneri. Tra gli impegni che il privato dovrà assumersi per gestire l’infrastruttura portuale l’assistenza all’ormeggio con personale addetto e specializzato: in altissima stagione 6 marinai e 1 amministrativo, 4 marinai e un amministrativo in alta stagione, 3 marinai e 1 amministrativo in media stagione, 2 e 1 in bassa stagione. Sarà l’impresa stessa a farsi carico della manutenzione ordinaria dell’infrastruttura, della prevenzioni di inquinamento sia a terra che a mare e della gestione delle prenotazioni dei clienti.
Il privato non avrà mani libere sulle tariffe, ma dovrà applicare quelle approvate dalla giunta di Porto Azzurro.
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