Attenzione
Tagli a spese e personale per evitare il commissario
Niente stagionali per la nettezza urbana, ridotta la polizia municipale estiva Ecco come il Comune di Porto Azzurro vuole colmare il deficit da 2,3 milioni
PORTO AZZURRO. Dieci anni di sacrifici per colmare un disavanzo da quasi 2,3 milioni di euro. È quanto spera di poter mettere in campo il Comune di Porto Azzurro che, lo scorso 7 marzo, ha approvato in consiglio comunale il nuovo piano di riequilibrio finanziario dell’ente. Ora il sindaco Luca Simoni e il resto della giunta restano in attesa di capire se il piano potrà passare di nuovo all’esame della sezione toscana della Corte dei Conti (la stessa che ha bocciato il piano originario solo alcuni mesi fa). E, soprattutto, se la cura dimagrante dell’ente sarà ritenuta congrua dai giudici contabili.
Più tagli alla spesa, meno affidamento alle maggiori - e spesso aleatorie - entrate. È questa la differenza più incisiva tra il nuovo piano di reiquilibrio e quello bocciato dalla Corte dei Conti e, in secondo grado, dalle Sezioni riunite. «Riteniamo di aver messo nero su bianco delle piccole certezze – spiega Simoni – confidiamo che la Corte dei Conti ne tenga di conto. Abbiamo puntato su significativi tagli alla spesa, in modo da rendere sicuro l’adempimento del piano. La documentazione è stata inviata alla Corte e al Ministero, ora restiamo in attesa. Inoltre abbiamo comunicato alla Corte la nostra disponibilità ad essere sottoposti a controlli semestrali». Il tutto - è chiaro - con l’obiettivo di sottrarre il Comune al commissariamento. A costo di stringere la cinghia il più possibile, risparmiando - in media - duecentomila euro all’anno per dieci anni. Vediamo come.
Giro di vite. Solo nel primo anno il Comune conta di abbattere 410mila euro di debito. Solo 104mila euro derivano, secondo i piani dell’ente, da maggiori entrate (in larga parte recupero evasioni Ici e Tarsu) e da mutui estinti (78mila). Il resto, 227mila euro, sono frutto di un corposo taglio alla spesa, che si protrae per i dieci anni. Come? Con una netta revisione delle spese il Comune conta di recuperare una somma cospicua spendendo meno per stampati e cancelleria, telefonia fissa e mobile (il cellulare resta solo a sindaco e vice, con un risparmio di 6mila euro), abbattimento spese legali, consumi di energia elettrica (resterà acceso un lampione ogni due), meno spese per cultura e turismo. Il Comune è costretto a tagliare anche sul sociale, sfruttando il venire meno di situazioni di grave disagio.
Personale. Altri tagli, altri risparmi. Nel 2014 il Comune ha rinunciato a sei lavoratori stagionali, determinando l’organico a 34 unità. Inoltre, in seguito alla dichiarazione di dissesto finanziario, sono cessati due incarichi esterni a tempo determinato. L’indennità del segretario comunale è stata diminuita. Ma il taglio che fa più male è quello relativo ai lavoratori stagionali per il servizio di nettezza urbana (azzerati) e di polizia municipale (da 14,5 mesi a 9). I tagli al personale frutteranno un risparmio annuo di 50mila euro.
Mutui. Nel piano del Comune una boccata di ossigeno arriva dall’alleggerimento del peso dei mutui sulle casse del Comune (con una media di oltre 100mila euro all’anno). L’ente - ovviamente - si impegna a non accenderne di nuovi.
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