Proteste
Non c’è favola in questo Tarzan algido e digitale
Il mito cinematografico di Tarzan si è sempre nutrito della bellezza dell'Africa selvaggia. Che senso ha fasciare i corpi degli attori in "motion capture" e animare in digitale i panorami naturali?...
Il mito cinematografico di Tarzan si è sempre nutrito della bellezza dell'Africa selvaggia. Che senso ha fasciare i corpi degli attori in "motion capture" e animare in digitale i panorami naturali? La sceneggiatura didascalica raffredda ulteriormente l'impatto già algido delle immagini (si veda la lotta col coccodrillo) e alla mano del regista mancano sia la magia della fiaba che il ritmo e il nerbo dell'avventura (per non parlare del senso dell'umorismo). Senza grazia né idee, è un film inutile, di cui si ammira solo la perfezione tecnica raggiunta dal cinema tedesco nell'animazione 3D più sofisticata.
TARZAN di Reinhard Klooss, con Kellan Lutz, Spencer Locke, Anton Zetterholm. Germania (in foto una scena del film).
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