Il Comune ricorre contro la disabile
SAN VINCENZO. Il Comune ricorre contro la sentenza del giudice di pace di Piombino, il quale a sua volta ha dato ragione a Lisa Anichini e annullato 18 multe ricevute dalla donna. Il caso di Lisa...
SAN VINCENZO. Il Comune ricorre contro la sentenza del giudice di pace di Piombino, il quale a sua volta ha dato ragione a Lisa Anichini e annullato 18 multe ricevute dalla donna. Il caso di Lisa Anichini è balzato alla ribalta delle cronache nell’estate scorsa, allorché la disabile aveva ricevuto oltre 30 multe dai vigili per aver parcheggiato sotto casa in divieto di sosta. Il caso fu trattato anche da “Striscia la notizia” e il Gabibbo si recò a SanVincenzo per parlare con Anichini e col sindaco Michele Biagi. Ma il comando dei vigili ha richiesto al Comune che ricorresse contro la decisione del giudice di pace, e la giunta ne ha accolto la richiesta. La sentenza del giudice riguarda 18 verbali per ripetute violazioni e divieto di sosta perché Anichini aveva parcheggiato la sua auto in via Sardegna, area pedonale in cui le auto non possono sostare. Secondo il comando, le argomentazioni con cui sono stati accolti i ricorsi sono contestabili. Il giudice, secondo il comando, avrebbe asserito che col suo comportamento il Comune ha implicitamente riconosciuto la causa di forza maggiore nel parcheggiare la vettura in zona non consentita creando uno stallo di sosta riservato alla ricorrente. Secondo il comando, in deroga è consentito il transito dei veicoli dei frontisti (residenti, domiciliati, proprietari) per il tempo strettamente necessario a entrare o uscire dalle rispettive proprietà laterali, e il fatto che il Comune abbia istituito un ulteriore stallo riservato ai portatori di handicap, e non riservato alla ricorrente, non giustificherebbe la reiterata violazione di un divieto. Le contestazioni immediate, a detta dei vigili, non furono possibili per l’assenza del trasgressore e del proprietario del veicolo. Il Comune sarà assistito dall’avvocato Giovanni Ciro Pacilio, impegnando l’importo (a carico del Comune) di 1.500 euro. Vedremo che cosa accadrà. (p.f.)
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