Il Tirreno

«Addio Lucchini. Prendo la famiglia e vado in Norvegia»

«Addio Lucchini. Prendo la famiglia e vado in Norvegia»

Beppe Lupi, 47 anni, si è licenziato: «Basta con le lotte. Sogno un po’ tranquillità e un futuro per nostra figlia»

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(Nella foto la famiglia Lupi al completo)

PIOMBINO. Marito, moglie, figlia, il cane Lucky e due gatte, Lisa e Birba: tutti sulla Kangoo. Direzione Norvegia. A fine mese Beppe Lupi, operaio Lucchini, lascerà la città dove è nato e ha vissuto 47 anni. Si è licenziato. Emigrerà.

Una decisione maturata in un lungo periodo di riflessione sui pro e sui contro. «Perché non sono giovanissimo. Sarebbe stato meglio decidersi prima. Ma sono ottimista. Credo che ci voglia più coraggio a rimanere che a partire». Lupi ne è convinto.

La svolta. Il fratello di un’amica vive in Norvegia. Lei lo raggiunge. Tocca con mano una realtà decisamente meno complicata. Ed ecco che scatta la molla. Perché noi no? Mentre il destino della fabbrica scricchiola ogni giorno di più, i Lupi cominciano a informarsi sugli alloggi e sul lavoro. E sulla scuola. Perché Erika - che diciotto anni li festeggerà lassù, nel maggio prossimo - è lì che vuole andare. «Quale indirizzo scegliere, lo vedrò. Probabilmente, professionale. Per socializzare e imparare la lingua, la strada è la scuola», commenta la ragazza. Che punta a un futuro da pasticcera.

Il sopralluogo. L’ottobre scorso, Beppe e la moglie Michela sono stati a Oslo per una decina di giorni. Hanno preso informazioni sui servizi. Hanno lasciato i curricula all’ufficio del lavoro. «Ci hanno garantito un colloquio a settimana. Non li hanno fissati sul momento. Perché, hanno detto, dovremo essere pronti a rispondere alla chiamata. Abbiamo l’impressione di una situazione dinamica. So fare un po’ di tutto, dall’idraulico al cameriere, dall’imbianchino al falegname. E la fatica - dice l’operaio - non m’ha mai spaventato».

Al rientro da Oslo, i Lupi hanno messo in vendita l’appartamento per affrontare i primi mesi in Norvegia. Finora, con scarso successo. «Il momento è quello che è, d’accordo. Ma non vogliamo regalarlo. All’inizio, useremo i soldi della liquidazione», afferma Michela. Che sulla Norvegia è documentatissima. E’ lei che ha trovato l’alloggio, una casa vacanza, fino a maggio. A Mjondalen, in mezzo al bosco.

Pensando a Drammen. La meta finale è questa. Sessantamila abitanti, a 34 chilometri da Oslo, collegamenti fitti fitti, affitti più bassi rispetto alla capitale. «E poi - racconta Michela - la città ha ottenuto riconoscimenti importanti per la politica urbanistica e ambientale. E’ in via di sviluppo e invita, fin dal portale del comune, a trasferirsi là. Sarebbe una buona soluzione».

Spaghettata per dire ciao. I colleghi, Beppe li ha salutati il 28 febbraio. Ultimo giorno. Anzi, nottata. Ai convertitori. Spaghetti al ragù preparato da Michela, che ai fornelli ci sa stare. E’ aiutocuoca. Ed è con queste credenziali che cambierà Paese. Sperando nel posto in una mensa. La sera a casa, sabato e domenica idem. Ma è pronta ad arrangiarsi come può. «M’ha fatto piacere ricevere i saluti di tanti colleghi. All’inizio, non ci credevano. Alcuni, quando il progetto ha preso consistenza, hanno confessato di invidiarmi un po’», racconta suo marito.

Io speriamo che me la cavo. Sul casco da lavoro, Beppe c’ha scritto così. Se lo porterà dietro. Insieme alla memoria delle lotte sindacali (è stato delegato Fiom). La fabbrica è un pezzo importante della sua vita. Ci ha trascorso 11 anni, fino alla chiusura, in un’impresa d’appalto. Poi, gli ultimi dieci, come dipendente Lucchini. Nel mezzo, due anni alla Grc, anche quella chiusa, e un’esperienza da muratore. «Con le manifestazioni ho girato l’Italia in lungo e in largo. Sono stanco di lottare. Non mi piacciono la piega politica che ha preso il Paese, né l’ipocrisia del sindacato. Anche questo - spiega - ha avuto peso. Ma, più di tutto, vogliamo dare un futuro migliore a nostra figlia. Ecco perché andiamo via. Sapendo quanto ci mancheranno la famiglia, gli amici e Piombino. Il nostro sogno è un po’ di tranquillità».

L’amico in Norvegia ha pronosticato per lui un futuro da piccolo borghese. «Perché ha detto che là non c’è niente di serio per cui lottare», sorride Lupi. Accarezzando Birba. La gattina recuperata in Lucchini quattro anni fa.

Valeria Parrini

 

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