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Monumenti, torri e chiese come gioielli abbandonati

Monumenti, torri e chiese come gioielli abbandonati

Sono simboli della storia e della cultura dell’Elba, ma sono lasciati al degrado Dalla Pieve di San Michele a Capoliveri all’arco dei Vantini al Bucine

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PORTOFERRAIO. Sono i simboli culturali dell’Elba. Monumenti, rocche, chiese, emblemi della storia elbana, che vanno in malora. Gli esempi sono tanti. Urgono progetti ad hoc. Danilo Alessi, sindaco di Rio nell’Elba ce l’ha nel cassetto un piano: vuole un percorso storico tra le costruzioni antiche dell'aerea dell'est isolano, magari restaurandole. E in effetti i tesori tra Rio nell’Elba e Rio Marina sono parecchi: dalla chiesa medievale di San Quirico, ora rudere tra i rovi, al castello del Giove che crolla, fino al mausoleo Tonietti dominante la zona cavese, progettato dall’architetto Coppedé in stile liberty.

Un altro esempio è il recupero del castello del Volterraio, se ne parla almeno da 20 anni. Ora il Parco ha previsto un intervento da 500 mila euro per risanarlo. La rocca è pericolante, la più suggestiva, e si affaccia sulla costa nord dell’isola, costruita attorno all’anno Mille e usata anche nel 1500 come rifugio, mentre il pirata Dragut faceva violenze varie per l'isola. È da rilanciare la dimenticata Pieve di San Michele, edificio sacro a 114 metri di altitudine nel territorio di Capoliveri, a poca distanza dal centro abitato. Una chiesa del 1235 amata dagli elbani: si narra che papa Gregorio XI vi abbia celebrato una messa nel 1376. Poi c’è Forte Focardo, nel promontorio che guarda Porto Azzurro. Intanto un altro bene architettonico ride, il Forte Inglese (1701) sarà restaurato con un intervento da 1 milione e 350 mila euro. Ma contraddizione di Portoferraio, nessuno pensa alla Linguella che fu restaurata dopo i bombardamenti nella parte che guarda il vecchio porto, mentre la parte esterna, dove arriva la nave, è ancora in forma di rudere. Le fortezze medicee? Il massimo patrimonio. Ora si recupera il Falcone, ma il grande complesso militare è regno di capperi infestanti e antenne mostruose per la telefonia.

E nella città medicea nessuno vuole fare attenzione al sontuoso arco di San Michele o dei Vantini.

Non vanno meglio le cose nel versante occidentale. La torre di San Giovanni di San Piero che domina sotto il Perone la vallata, di certo da tutelare, mentre a Marciana Marina, per la Torre Brignetti, Il Comune prepara il piano di riqualificazione. La Madonna del Monte, il santuario marcianese, è senza dubbio l’unico ad essere stato restaurato con una mobilitazione popolare, capace di recuperare l'opera con 160 mila euro di donazioni, utili al restyling. E a proposito di chiese c’è quella del carcere di Porto Azzurro, racchiusa nel grande Forte San Giacomo del 1600. Ma l'edificio religioso è il regno delle crepe. Per non parlare delle ville napoleoniche che necessitano di adeguati restauri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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