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Ultimo giorno per il bando Lucchini

Ultimo giorno per il bando Lucchini

A mezzanotte scade il termine, domani si aprono le buste. Appello di Lami (Rsu) al sottosegretario De Vincenti

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PIOMBINO. Bando Lucchini, ultimo giorno: alla mezzanotte di oggi scade il termine per presentare le offerte non vincolanti. Domani verranno aperte le buste. Si saprà dunque se tra gli aspiranti acquirenti ci sarà ancora il gruppo tunisino Smc del giordano Khaled al Habahbeh, l’unico che aveva manifestato l’interesse ad acquisire lo stabilimento mantenendo gli attuali livelli occupazionali, ovvero tutta l’area a caldo e quindi con l’altoforno in marcia. Domani il commissario Piero Nardi, che aveva già bocciato il protocollo suggerito dalla Smc, ci potrà dire se la Smc sarà ancora della partita e come, ovvero se avrà allegato all’eventuale offerta le necessarie garanzie finanziarie. In caso contrario, la vendita sarà una questione riservata agli altri competitor, interessati a vario titolo ai laminatoi, all’installazione di un forno elettrico o comunque orientati all’acquisizione (e quindi alla salvaguardia) solo di parti dello stabilimento. Con le ovvie conseguenze sul piano dell’occupazione.

Intanto Mirko Lami, coordinatore delle Rsu Fiom, ribadisce la linea del sindacato: «Martedì mattina saranno aperte le buste contenenti le offerte non vincolanti per l’acquisizione della Lucchini - dice Lami - Confidiamo che questo passaggio sia gestito, come sottolineato dal viceministro Claudio De Vincenti, senza pregiudizi per nessun partecipante e prestando attenzione agli aspetti industriali e sociali oltre che alla correttezza formale delle proposte. L’obiettivo del sindacato resta quello di contemperare innovazione, competitività e massima occupazione a partire dalla continuità produttiva dell’altoforno. Solo qualora nel periodo compreso fra la valutazione delle offerte non vincolanti e la presentazione delle offerte vincolanti emergesse l’impossibilità di evitare una grave ulteriore crisi economica sociale alla città, saremo disposti a valutare opzioni socialmente più penalizzanti».

«Qualora fra le offerte presentate - aggiunge Lami - risultasse presente la possibilità di non fermare l’altoforno, proponiamo che essa sia immediatamente valutata al ministero dello Sviluppo economico insieme ai soggetti proponenti, le istituzioni e le organizzazioni sindacali».
Domani dunque verranno aperte le buste e si vedrà chi c’è. Compresa la cordata Duferco-Feralpi-Acciaierie venete, che aveva detto di volersi ritirare ma poi sarebbe stata convinta a ripensarci dallo stesso De Vincenti. Giovedì il sottosegretario riceverà i sindacati per un primo confronto sull’esito della gara. La prossima settimana, giovedì 20, ci sarà un secondo incontro esteso all’azienda e alle istituzioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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