«Sogno laboratori di ricerca a Piombino»
Corrado Priami, Ceo del centro di bio-informatica Microsoft studia i farmaci del futuro e non scorda la sua città
PIOMBINO. Ha lasciato Piombino a 19 anni, cioè quando ha cominciato a frequentare la facoltà di informatica a Pisa e non è più tornato. Ma Corrado Priami, che ora tra “le altre cose” è direttore e Ceo del CoSBI di Povo (primo e ancora unico centro di ricerca bio-informatica finanziato da Microsoft in Italia) la sua città non se l'è scordata mai.
«Ovunque soprattutto in America – racconta, sorridendo, il professor Priami, cattedra all’Università di Trento – lo sanno tutti che vengo da Piombino. Mi sono sempre voluto distinguere: pisano? mai!».
«Oltre tutto la Val di Cornia – sottolinea – Piombino sarebbero per natura, cultura, tradizione luogo ideale, dove poter avviare laboratori di ricerca, mi è capitato più volte di parlarne».
Ed ecco che si snoda questa storia di vita di un piombinese dell'ultima mandata di baby boomer locali (legati alla rinascita economica in concomitanza con la fine della Seconda guerra mondiale 1945-1964). «Sì – conferma – 50 anni, il 14 ottobre». Alunno da classe elementare di 31 in via Modigliani (con Salivoli in espansione) scuola all’avanguardia visto che erano le prime miste; a differenza di piazza Dante dove le classi separate sarebbero durante ancora un po'. Poi liceo Marconi (sposato con una compagna Silvia Carrucoli che non a caso insegna matematica, un figlio Leonardo, 14 anni).
«Ho scelto la facoltà di informatica – ricorda Priami – laurea e dottorato di ricerca a Pisa. Sono stato ricercatore associato al laboratorio dell'Ecole Politechnique poi alla Normale Superieure sempre a Parigi». Torna in Italia come ricercatore e professore associato all'Università di Verona (1997-2001) prima di approdare come docente di computer science a Trento.
«Da tempo – spiega – si sentiva parlare di questa volontà di Microsoft di creare, in diretto contatto con l'università, un laboratorio di ricerca di bio informatica. Sono stato invitato per un seminario a Redmond (Seattle) nel cuore dell'impero Microsoft per presentare i risultati della mia tesi di dottorato e del lavoro di ricerca a Trento: il numero due di Microsoft, che era tra il pubblico, mi disse che voleva approfondire. Mi si chiedeva di trasferire queste stesse tecniche in biologia, materia di cui non sapevo niente.... La settimana seguente l’ho passata proprio a studiare biologia, di lì a poco venne concluso l'accordo». Priami parla di casualità, verrebbe da aggiungere tempismo e intelligenza, voglia di non smettere di imparare.
Il 2 febbraio 2005 la firma dell'accordo istitutivo a Praga di questo centro multimediale di eccellenza nella ricerca e nell'innovazione a Trento tra Bill Gates presidente e fondatore Microsoft Corporation, l’università di Trento e, tra gli altri, i ministri Moratti (università) e Stanca (innovazione).
Presidente e amministratore delegato del consorzio no profit Corrado Priami.
L'inaugurazione ufficiale delle strutture del secondo centro europeo di Microsoft Research dopo Cambridge e l'inizio della sua attività il 7 dicembre 2005 suscitando lo stupore di Gates che, di fronte al passaggio in soli dieci mesi dalla teoria alla pratica, avrebbe esclamato incredulo: «Anche in Italia, a volte, accadono i miracoli!».
Modello efficiente: verifica una volta all'anno con rinnovo del contratto ogni cinque (ci lavorano una quarantina di persone, età media 33 anni); obiettivi sempre ben più che superati tanto che il contratto arriva già al dicembre 2020. «La ricerca a Povo – aggiunge Priami – unisce l'informatica alla biologia. I computer simulano le reazioni dell'organismo umano ai farmaci del futuro, ai nuovi farmaci. Una sperimentazione indolore, senza cavie. Il nostro lavoro si concentra sul legame molecolare e salute. Particolare attenzione a diabete, obesità».
E grande interesse suscitato in campo medico ed ecologico.
Dunque, professore, Piombino... «Qui la crisi di vede più che altrove – commenta Priami – Sono molto legato alla mia città. Quante volte col ministero dell’università e della ricerca sono tornato a proporre dei laboratori qui o comunque in Val di Cornia, che per me restano tra le location più adeguate. Anche col ministro Fabio Mussi ne abbiamo parlato, essendo toscano e piombinese era apparso molto interessato... ma è mancato il tempo». Caduto il governo, diversi ministri manca sempre il tempo, ma evidente non solo quello.
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