Toscana
Non solo fabbrica e acciaio Legge, politica e pure moda
PIOMBINO. Cinquantenni quest’anno: hanno raggiunto traguardi, ma non smettono di sognare. Il genio, l’avvocato, il professionista nella moda. Stessa classe elementare e pure al liceo. Dimostrazione...
PIOMBINO. Cinquantenni quest’anno: hanno raggiunto traguardi, ma non smettono di sognare. Il genio, l’avvocato, il professionista nella moda. Stessa classe elementare e pure al liceo. Dimostrazione che Piombino non è mai stata solo fabbrica e acciaio. Corrado Priami non è più in città da tanto, ma Piombino la pensa assai.
E i due gemelli Lera, compleanno il 16 aprile («stesso giorno del Papa emerito...» sottolineano insieme)? Davide, avvocato e politico, nella scorsa tornata di amministrative candidato sindaco a San Vincenzo (poi in minoranza) dopo aver già fatto tanto pure per Follonica dove vive con i due figli di 19 e 17 anni, è rimasto “in zona”. «Sono cittadino dei due golfi...» sorride.
Gianluca oggi "Chief Designer" presso Colombo via della Spiga srl Roma dove vive facendo la spola con Milano (ha un figlio di 5 anni) poi sempre in giro per l’Europa ma a Piombino si ferma sempre per salutare i genitori: «Istituto europeo di design a Roma nell’83, 5 anni come una laurea – racconta – Quando ci sono arrivato c’era prima di noi solo il secondo anno di corso... quasi dei pionieri. Uscito di qui direttamente da Valentino per 12 anni, un momento bellissimo di grande creatività». Dallo scientifico Marconi alla moda senza essere passato dalle sfilate come modello? «Ma altrimenti avrei fatto l’architetto! – spiega – Un percorso professionale scelto quasi per caso dopo aver letto proprio un intervista di Valentino... ma soprattutto aver respirato la classe, quella vera, nel negozio di biancheria per la casa che la mia mamma Fiorella aveva in via Lombroso, vicino al cinema Odeon fino al 1978». Ricordando Piombino anni Settanta tornano le belle vetrine de “La Cittadella”, sotto i portici o in questa “succursale” in centro. «Ero ancora un ragazzo – dice Gianluca – ma l’immagine di quelle tovaglie bianche, l’eleganza del macramè e delle stesse signore che entravano per scegliere un lenzuolo... l’odore del negozio era un profumo». Oggi consulente creativo di Coccinelle. Ma nel dopo Valentino ha seguito lo stile di parecchie collezioni da Bulgari a Fendi o Prada.
Quale futuro degli abiti sogno o accessori capolavoro dal fascino made in Italy? «La situazione è molto cambiata – risponde Gianluca – man mano che i marchi d'eccellenza nazionale emigrano (l'ultima è stata Krizia che ora parla cinese ndr). Certo quel che conta è la forza delle emozioni e il modo in cui si riesce a tradurle, ancora». (c.c.)
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