Il Tirreno

In consiglio comunale via libera al nuovo piano anti dissesto

di Luca Centini
In consiglio comunale via libera al nuovo piano anti dissesto

Il sindaco Simoni gioca l’ultima carta per evitare il commissariamento per il buco da 2,3 milioni L’ente è pronto alla cura dimagrante. Ma la minoranza: «Siamo fuori dai paletti del Salva Roma»

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PORTO AZZURRO. Ultimo tentativo per scongiurare l’arrivo del commissario. Il consiglio comunale di Porto Azzurro ha approvato con il voto unanime della maggioranza (i consiglieri di opposizione Massimo Correani ed Enrico Tonietti si sono astenuti) il nuovo piano di riequilibrio finanziario decennale, elaborato per ripianare il disavanzo da 2,3 milioni di euro.

La giunta Simoni conta di poter usufruire della sanatoria per gli enti locali in odore di dissesto finanziario, messa a disposizione con il decreto legge “Salva Roma”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 6 marzo.

Dentro o fuori. Domani la giunta Simoni invierà il testo della delibera del consiglio comunale e del nuovo piano pluriennale alla sezione regionale della Corte dei Conti e al Ministero. La speranza del sindaco Simoni è di rientrare nei paletti fissati nel Salva Roma, in modo che le istanze del Comune di Porto Azzurro possano di nuovo essere esaminate dalla magistratura contabile. «Come sempre sono moderatamente pessimista – scherza il sindaco di Porto Azzurro, Luca Simoni – confidiamo di avere i requisiti per poter ripresentare il piano. Contiamo di essere nei tempi previsti e, soprattutto, siamo in grado di dimostrare come la situazione finanziaria dell’ente sia migliorata rispetto a quando la Corte ha bocciato il nostro piano».

Una posizione, quella del sindaco Simoni, che non convince fino in fondo l’opposizione. I consiglieri di minoranza, per responsabilità, hanno deciso di astenersi e non di votare contro l’ordine del giorno della maggioranza. «Ma i dubbi li abbiamo – spiega il consigliere Massimo Correani – Il Salva Roma si riferisce ai comuni in pre dissesto e non a quelli che hanno dichiarato già lo stato di dissesto finanziario come il nostro. Altri dubbi sono riferiti ai termini entro cui presentare di nuovo il piano. Ciò non vuol dire che non siamo i primi a sperare in un esito positivo della vicenda». In altre parole le perplessità sono legate all’interpretazione del testo del decreto secondo cui «gli enti locali che abbiano presentato, nel 2013, i piani di riequilibrio finanziario, per i quali sia intervenuta una deliberazione di diniego da parte della competente sezione regionale della Corte dei Conti – si legge nel testo – è data facoltà di riproporre un nuovo piano di riequilibrio, previa deliberazione consiliare, entro il termine perentorio di novanta giorni dalla comunicazione del diniego». Il decreto, dunque, fa riferimento al parere della Corte dei Conti toscana, il cui “diniego” è arrivato lo scorso ottobre (e quindi ben oltre i 90 giorni) e non alla sentenza delle Sezioni unite della Corte, che ha bocciato - in data 13 dicembre - il ricorso presentato dal Comune.

Il tentativo. Nei prossimi giorni, dunque, si capirà se il nuovo piano finirà davvero sotto la lente dei giudici contabili. Intanto la giunta ha perfezionato la cura dimagrante decennale, con un risparmio medio di 200mila euro all’anno, grazie alla quale si conta di poter colmare lo stock di debito accumulato. «Non ci siamo limitati a puntare sulle maggiori entrate dell’ente che, il più delle volte, si rivelano aleatorie – racconta il sindaco Simoni – il rientro avverrà grazie a un rigoroso taglio delle spese. Un esempio? I consumi. Solo di illuminazione pubblica, contiamo di risparmiare 20mila euro. E prevediamo di tagliare gli organici degli stagionali. Inoltre nei prossimi anni diversi mutui che abbiamo contratto andranno a scadenza. Ci auguriamo che i nostri sforzi saranno apprezzati dalla Corte».

Anche in questo caso il parere del sindaco Simoni non è lo stesso di quello espresso dalla minoranza. «Mi spiace dirlo, ma ci sentiamo ancora una volta presi in giro – taglia corto Massimo Correani – credevamo che questo fantomatico piano fosse pronto da tempo, invece ci è stato presentato in extremis. Non abbiamo avuto neanche il tempo di leggere le cartelle. Vediamo che si conta di risparmiare 6mila euro di telefonia: ci viene da chiederci quanto ha speso, in questi anni, l’amministrazione. Il piano è più efficace rispetto all’altro, ma non è detto che ciò possa bastare. E, in ogni caso, è una supposta decennale mica da ridere per i cittadini».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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