Il Tirreno

Rio Marina, Asa dà lo stop agli emungimenti idrici

Rio Marina, Asa dà lo stop agli emungimenti idrici

Niente prelievi fino al completamento degli studi sull’area interessata dai crolli In un mese e mezzo la “radiografia” della zona, ma la bretella si farà subito

2 MINUTI DI LETTURA





RIO MARINA. Stop agli emungimenti dell’acqua fino a quando non saranno completati gli studi sull’area del Piano di Rio Marina. In un mese e mezzo circa, lo staff universitario all’opera nella zona sarà in grado di compiere una “radiografia” puntuale delle zone a rischio di crollo e si capirà una volta per tutte se la Sp 26 potrà riaprire. Nel frattempo, però, i lavori per la bretella alternativa - indispensabili per dare respiro ai cittadini di Rio Marina - dovranno partire.

Sono questi, in sintesi, i punti concordati nel corso della riunione che si è tenuta ieri nella sede della viceprefettura di Portoferraio. Il tema al centro dell’incontro è la situazione del Piano di Rio Marina, comune ancora in stato di semi-isolamento in seguito alla voragine formata sulla Sp 26 lo scorso 4 febbraio. Da quel giorno la strada di accesso al paese è chiusa e raggiungere Rio Marina è diventato un’impresa. Al vertice presieduto dal viceprefetto Giovanni Daveti erano presenti i sindaci di Rio Marina Renzo Galli e di Rio nell’Elba Danilo Alessi, il presidente di Asa Del Nista e il direttore Caturegli, i tecnici della Provincia Della Santina e Gherarducci, oltre agli studiosi Carmignani, professore ordinario dell’Università di Siena che sta seguendo il dottorando Giovanni Leali e Nicola Casagli, che sta monitorando l’area per conto della Regione.

Gli studi. Collaborazione reciproca, nonostante le analisi degli studiosi non coincidano. In particolare è il ruolo giocato dai prelievi idrici di Asa sull’instabilità della zona a non mettere d’accordo gli studiosi. Servirà un mese, secondo Carmignani, per chiarire le cause e per compiere una radiografia puntuale della zona. Nel frattempo Asa si è dichiarata disponibile a fermare gli emungimenti idrici: nel periodo di stop ai prelievi, tramite il georadar, si capirà se il terreno cesserà di muoversi. E, di conseguenza, se la strada del Piano potrà o meno essere riaperta, anche sulla base dei risultati degli studi compiuti dallo staff dell’Università di Siena. E la bretella alternativa? Benché la radiografia della zona servirebbe per individuare con precisione eventuali punti di appoggio, l’intervento finanziato con 285mila euro della Regione sarà portato avanti quanto prima (l’obiettivo è aprire la strada entro Pasqua). «Il percorso – spiega il sindaco di Rio Marina Galli – sfila leggermente al di fuori rispetto all’area considerata a rischio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini