Sicurezza
Droga a scuola, sconcerto dopo il blitz
Il presidente del consiglio d’istituto Gaudenz: «Situazione grave, bene l’operazione della Finanza»
PORTOFERRAIO. «Avevamo notato problemi nella scuola e l’amministrazione aveva provveduto a fare le dovute segnalazioni per attivare controlli e verifiche da parte delle forze di polizia». All’indomani della operazione della Guardia di Finanza che ha portato all’arresto di tre giovani che spacciavano droga all’Isis Foresi, il presidente del consiglio di istituito Jachen Gaudenz ringrazia anche a nome della dirigenza scolastica le forze dell’ordine e tranquillizza le famiglie sulla sicurezza della scuola. La notizia ha creato sconcerto tra genitori e studenti e per di più l’operazione delle Fiamme gialle arriva a ridosso di altre del commissariato che nei giorni scorsi hanno proceduto a segnalare alcuni giovani che preparavano spinelli nei dintorni dell’istituto. Una situazione che fa discutere soprattutto nella nostra piccola realtà, dove pensiamo che alcuni settori siano liberi da certi fenomeni. Dopo la divulgazione della notizia è stato tutto un passaparola per conoscere dettagli e motivazioni dell’accaduto.
«Quella della Finanza è stata un’operazione importante – continua Gaudenz – che fa emergere alcuni aspetti della nostra società a cui la scuola non è estranea. Il personale della scuola comune vigila sulla sicurezza dei ragazzi e le famiglie possono stare tranquille perché abbiamo sistemi di controllo e sorveglianza».
Sottolinea che le scuole, non sono protette a prescindere. «In genere di fronte a queste situazioni – riprende – si preferisce mettere la polvere sotto il tappeto e girarsi dall’altra parte perché è più conveniente ma questo non fa l’interesse dei ragazzi e delle loro famiglie. Il loro interesse è andare in un ambiente sicuro e vigilato e operazioni come quella delle fiamme gialle accrescono questa sicurezza».
La famiglia però deve collaborare con la scuola. «La scuola al suo interno si prende cura dei ragazzi – continua il presidente del consiglio di istituto – ma la famiglia se ne deve prendere cura all’esterno. Essere arrivati ad un’operazione come quella dei giorni scorsi significa che qualcuno ha fallito, non è certo un successo arrivare ad arrestare dei ragazzi, qualcuno ha fallito nel loro percorso formativo». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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