Il Tirreno

Pietrelli: sì all’industria nel segno dell’innovazione

Pietrelli: sì all’industria nel segno dell’innovazione

Proposti incentivi e sgravi per il commercio. Ztl da ampliare, più bici e bus elettrici Mercato da spostare ai Portici, nuovi accessi al mare e servizi sulla costa urbana

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Ecco le risposte di Martina Pietrelli alle sei domande che abbiamo posto ai due candidati.

1 - Industria. «Sono convinta che la presenza della grande industria va difesa, gli incontri alla Lucchini, alla Magona e alla Dalmine, mi hanno confermato che gli stabilimenti rappresentano un valore identitario per la città, come fossero non aziende private ma della collettività. Però occorre ragionare su scenari di cambiamento e innovazione, perché queste fabbriche restino direttamente produttive e non appendici di altri soggetti. L’Accordo di programma in questo senso è lo strumento che dà garanzie, anche di incentivi a chi vuole investire. Nel caso della Lucchini il governo deve essere garante che la partita vada negli interessi del territorio per ristabilire un clima di fiducia. Dico queste cose perché sono convinta che per le nostre fabbriche ci siano le condizioni per andare avanti in modo competitivo. C’è un mercato per la Lucchini, che può produrre un milione, un milione mezzo di tonnellate all’anno di acciaio. Ma all’Italia interessa questo mercato? Questa è la risposta che deve arrivare dal governo. Su quanto sta accadendo in questi giorni alla Lucchini dico una sola cosa: non si deve perdere tempo, il bando di vendita va chiuso nel più breve tempo possibile».

2 - Commercio.«Qui due sono le questioni centrali, quella dei negozi di vicinato, che si sono impoveriti, e quella della rete di servizi per l’accoglienza, di cui è aumentata la richiesta, ma in entrambi i casi si tratta di settori da potenziare. Pensando ai negozi ad esempio credo che sarebbe positivo trasferire il mercato del mercoledì ai Portici, dove realizzare anche mercatini di altro tipo, da estendere anche in altre zone della città, come ai Diaccioni. Riguardo all’accoglienza, sono convinta invece che serva una riqualificazione sullo stile centro storico che da corso Vittorio Emanuele vada verso corso Italia. Si possono studiare incentivi per i negozi, con ad esempio uno sconto sulla tassa rifiuti, e sgravi di altro tipo per attività specializzate. Grande attenzione va riservata al mercato coperto, uno di quegli elementi che rappresentano un valore per i turisti».

3 - Mobilità urbana. «Servono cambiamenti nel sistema della mobilità, Ztl compresa: penso all’arretramento dei binari in piazza Gramsci che consentirebbe di aumentare i parcheggi, e a zone da rendere pedonabili anche temporaneamente, in estate. Bisogna incentivare l’uso dei mezzi pubblici investendo nei bus elettrici, più piccoli e non inquinanti. Sono poi favorevole a cambiamenti che favoriscano l’uso delle biciclette, completando la pista che da Cittadella porta a Salivoli, ma non solo. Secondo me infatti non servono solo percorsi riservati, ma credo invece nella creazione di un sistema che favorisca l’uso delle due ruote in sicurezza. Penso allora ad esempio a sperimentare un senso unico ai Portici, con una sola fila di parcheggi, che renderebbe facile e sicuro venire in bici in centro. E poi ad esempio si potrebbe sfruttare quello che oggi è un marciapiede che fiancheggia la fabbrica e più complessivamente realizzare una rete che colleghi Baratti, Fiorentina e Riotorto».

4 - Società Parchi. «Sono convinta che i Parchi restino uno strumento importante per la tutela ambientale ma anche per la valorizzazione delle risorse del territorio, con la promozione turistica sui circuiti nazionali e internazionali. Però occorrono investimenti, e gli altri Comuni della Val di Cornia devono dire una buona volta cosa intendono fare, perché il peso economico non può ricadere tutto su Piombino».

5 - Turismo. «Per la promozione occorre far emergere i buoni motivi per venire a Piombino, e investire sulla qualità della città e della costa urbana, ad esempio realizzando contestualmente accessi al mare e servizi a Spiaggialunga e ai Macelli. Poi bisogna occuparsi del turismo giovanile, magari con locali pensati per i ragazzi sulla Costa Est. Dal punto di vista dell’offerta ricettiva, vedo che a funzionare meglio sono campeggi, agriturismo, e villaggi come Borgo degli Ulivi e Poggio all’Agnello, oppure strutture più agili, piccole e fortemente tipizzate, come i bed & breakfast sullo stile della Sorgente di viale Amendola. Per quanto riguarda l’hotel Centrale, ormai chiuso, io vedrei favorevolmente un riuso del piano terra come centro congressi, di cui la città ha bisogno».

6 - Se perdo. «Nel caso che le primarie vadano male farò quello che mi verrà chiesto. Non avrò problemi comunque a mettermi a disposizione sia di Massimo Giuliani che del Partito democratico. Se invece dovessi vincere le primarie e poi le elezioni, lascerei il mio posto al Comune di San Vincenzo per mettermi in aspettativa e occuparmi a tempo pieno della città».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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