La manifestazione
Banda larga, un pezzo d’Elba è al buio
Da Pomonte a Fetovaia, ecco dove il web fa più fatica. La fibra ottica è pronta, ma i tempi di attivazione sono un mistero
MARCIANA. La velocità è tutto. Specialmente nella società 2.0 dove la politica, la comunicazione e l’economia viaggiano sulle rotaie invisibili del web. Ma, in un mondo in cui le decisioni politiche e le scelte economiche sono dettate al ritmo dei tweet, c’è una parte d’Italia che, non certo per scelta, non riesce a salire sul treno dell’innovazione. E, per questo, arranca.
Basta fare un giro nel versante occidentale dell’Elba, da Marciana a Pomonte, fino a Fetovaia e Seccheto, per toccare con mano lo scarto tecnologico con il quale, ogni giorno, lottano decine di imprese e cittadini privati. Dove le potenzialità di internet, per problemi strutturali in parte risolti da volenterosi operatori privati, non sono sfruttate a pieno. Eppure, proprio per colmare il gap, o più propriamente il “digital divide” del versante occidentale dell’isola, il ministero dello Sviluppo economico ha dato il via tramite la società in house ministeriale Invitalia al piano per l’installazione della banda larga. Ma, ad oggi, non si conoscono con esattezza i tempi di attivazione della nuova tecnologia. E i cittadini devono arrangiarsi, in assenza di una linea Adsl funzionante.
Il piano. «Entro il 2013 8,5 milioni di italiani che a fine 2008 si trovavano ancora nelle condizioni di divario digitale usufruiranno di una moderna infrastruttura». È evidente come il Ministero allo Sviluppo economico non abbia raggiunto l’obiettivo nei tempi sperati. Tra le migliaia di località in “deficit tecnologico” vi sono le elbane Pomonte, Chiessi, Colle D’Orano, nel campese località come San Piero in Campo, Cavoli, Seccheto e Fetovaia. È bene precisare che i problemi di connessione riguardano anche zone non comprese nel piano di intervento, come alcune aree del centro abitato di Marciana.
Lo scorso anno le ditte incaricate hanno fatto gli scavi e steso la fibra ottica, sostituendola al rame per porre le basi a connessioni internet veloci (fino a 20 megabit al secondo). L’intervento è andato incontro ad alcuni problemi e ritardi (nella zona della Zanca non si poteva passare e parte della linea è stata realizzata per via aerea). Quel che manca, adesso, è attivare le centraline e, di fatto, fare in modo che da esse la banda larga sia resa accessibile dagli utenti privati. Il tempo passa, dunque. Nel frattempo i cittadini del versante occidentale e le stesse amministrazioni vogliono capire quando l’intervento sarà portato a termine.
Tempo scaduto. Sul sito della Regione Toscana (http://web.rete.toscana.it/bandalarga/) è possibile verificare in tempo reale la realizzazione delle dorsali in fibra ottica e i tempi previsti per l’attivazione delle tre centraline elbane.
Le infrastrutture sono completate. Ma a San Piero l’attivazione, prevista per il febbraio del 2014, si attende ancora. E la banda larga non è arrivata. Per le centraline di Seccheto e Chiessi il via libera è previsto per il prossimo giugno, ma il rischio di nuovi ritardi è alto.
Il deficit tecnologico. Senza la dorsale in fibra ottica le zone d’ombra nel versante occidentale dell’isola si sprecano.
Le imprese o i cittadini privati che fanno uso di internet devono arrangiarsi. E, spesso, non basta. Un esempio? In tutto il mondo la gente fa la corsa per comprare iPad e iPhone, con i quali - grazie alla connessione 3G - ci si collega senza fili e 24 ore al giorno. A Pomonte, piuttosto che a Fetovaia, quella stessa connessione il più delle volte fa cilecca.
Le chiavette wi-fi funzionano poco e, nella migliore delle ipotesi, vanno a rilento. L’unica alternativa affidabile è quella offerta dall’azienda elbana Spinnaker che, tramite l’installazione di piccole antenne e di un sistema basato su micro reti wireless, garantisce ai privati delle connessioni affidabili. Ma in generale i ritardi nell’attivazione della banda larga e le carenze infrastrutturali, rischiano di minare la competitività delle imprese elbane che, specialmente in un campo come quello del turismo, puntano molto sulla comunicazione via web.
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