Il Tirreno

Atto d’amore per Piombino

Atto d’amore per Piombino

Esce il nuovo romanzo di Gordiano Lupi, protagonista un ex calciatore

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. «Giovanni calpesta l’erba dei giardini di via del Popolo e guarda il mare. Un canale in burrasca si presenta davanti ai suoi occhi in preda alla nostalgia. Nei ricordi sente ancora l’urlo della folla, uno stadio gremito all’inverosimile, il fascino della domenica sotto forma di giornali sportivi che raccontano le sue gesta. Adesso è un uomo solo». Comincia così il nuovo libro dello scrittore ed editore piombinese Gordiano Lupi, disponibile in libreria a partire da questi giorni. “Calcio e acciaio. Dimenticare Piombino” è stato pubblicato da Acar.

Il protagonista è un calciatore, anzi, un ex calciatore: dapprima di un certo numero di squadre del sud, in serie C, per poi fare il salto e approdare a Milano, lui, ragazzo di provincia, proiettato con qualche imbarazzo in una vita più grande di lui. Quando la storia ha inizio, Giovanni è appena tornato a Piombino. Per la seconda volta, stavolta come allenatore. La città è il «suo ultimo approdo, il porto sicuro», e qui si svolgeranno tutte le vicende successive del libro, coi ricordi di una Piombino lontana a intervallare - spessissimo - lo svolgersi del racconto. Libro non autobiografico, spiega Lupi, che ha impiegato tre anni a scriverlo, tra stesure e riscritture. «Un personaggio che mi assomiglia un po’ però c’è, ed è un arbitro: io stesso, infatti, sono stato per 23 anni arbitro di calcio, arrivando fino alla serie C». E poi, soprattutto, l’atto d’amore per la città. «Le radici, come dice anche Paolo Sorrentino ne “La grande bellezza”, sono importanti - racconta Lupi - Giovanni lo ha capito e ha lasciato tutto per la sua città, rinunciando anche a grosse opportunità di lavoro».

Un libro completamente diverso rispetto a quelli scritti da Lupi fino a questo momento. Due i riferimenti musicali, “La leva calcistica della classe ’68” di Francesco De Gregori, il cui testo compare all’inizio, e “Vado via” di Stefano Rosso, e una serie di foto assai suggestive scattate da Riccardo Lupi. «Vorrei che questo libro - conclude Lupi - fosse interpretato come un “Acciaio” bianco, nato con l’ intenzione di trasmettere una visione positiva della città. La prefazione è del sindaco Gianni Anselmi.

Melisanda A. Massei

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze