Sicurezza
«Preoccupa la nomina di Velo all’ambiente»
Comitato per Campiglia ricorda le cave e le lottizzazioni fatte quando il sottosegretario era sindaco
PIOMBINO. Silvia Velo sottosegretario all’Ambiente: una scelta che il Comitato per Campiglia trova preoccupante. «Per anni ci siamo battuti contro le sue scelte fatte, nelle vesti di sindaco, in materia di governo del territorio, per le conseguenze drammatiche che hanno avuto sull'ambiente di Campiglia e di tutta la Val di Cornia. Si deve infatti al nuovo sottosegretario all'Ambiente la scelta di modificare nel 2002 la concessione di coltivazione della Cava di Monte Calvi con un semplice atto dirigenziale senza discussione in consiglio. In realtà - ricorda il comitato - la modifica consisteva nel concedere il raddoppio del volume dei materiali estraibili. Con lo stesso atto si spostava la scadenza, già spostata dal 2014 al 2016, al 31.12.2018».
«Non si è ancora capita - prosegue - la necessità della proprietà di chiedere con un anticipo di 12 anni rispetto alla scadenza del 2014 il raddoppio dei volumi, così come non si è capita la procedura celere scelta dal sindaco».
Il Comitato per Campiglia aggiunge che si deve ancora a Velo il fatto che il 10 Marzo 2002 venne concesso alla Sales, sempre con semplice atto dirigenziale, di continuare a scavare nella Cava di Monte Valerio fino al 10 Marzo 2020 per estrarre mc. 8.000.094. E ancora: sempre l’ex sindaco ha ottenuto con forza e determinazione un progetto di lottizzazione per realizzare la residenza turistica alberghiera di Fonte di Sotto formata da 52 casette per un volume di mc. 10.000 sotto le mura medioevali di Campiglia. «Dimostrammo che l'agenzia immobiliare prometteva in vendita non quote societarie di una attrezzatura alberghiera ma casette ad uso esclusivo. Malgrado questo l'intervento, fino ad ora non realizzato, è sempre stato difeso a spada tratta. Infine, ricordiamo il forte sostegno dato da Silvia Velo alla realizzazione di una lottizzazione in località Le Lavoriere, destinata a installare tre ditte di trattamento inerti. La sbandierata importanza dell'intervento ha compromesso con strade e riempimenti mq. 78.661 di terreni agricoli in prossimità di attività già installate di agriturismo e coltivazioni pregiate. Il tutto è ad oggi servito solo a delocalizzare dal cosìddetto “Parco Termale”, un impianto di betonaggio che poteva essere benissimo installato in aree libere del Peep. Il Comitato, alla luce di queste vicende, è estremamente preoccupato e chiede al nuovo sottosegretario dei chiarimenti su cosa intenda per ambiente e su cosa intenda fare che non sia potenziamento delle cave, sostegno alla realizzazione del nuovo Porto e della autostrada con materiali delle cave, promozione di un Distretto Inerti nella Val di Cornia che inevitabilmente impedirà lo sviluppo di altre attività veramente in grado di tutelare l'ambiente e quindi il paesaggio».
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