Il Tirreno

Un viaggio in treno nello squallore fra sporco e disagi

di Stefano Taglione
Un viaggio in treno nello squallore fra sporco e disagi

La denuncia di un pendolare che utilizza con frequenza il regionale veloce da Piombino Marittima e Firenze

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Ogni giovedì mattina, alle 5.30, per Vincenzo Russo suona la sveglia. Lui, di origini pugliesi, ha 65 anni e abita a Portoferraio, all’isola d’Elba, e sempre a metà settimana prende nave e treno (quello che parte alle 9.15 da Piombino Marittima) per andare a trovare le sue figlie a Firenze. Ma dopo mesi di pendolarismo ha detto basta, decidendo di denunciare la sporcizia e i disservizi di Trenitalia.

Russo, durante gli ultimi viaggi verso il capoluogo toscano, ha percorso in lungo e in largo i vagoni del convoglio 3110 – quello che fino a qualche anno fa si chiamava Freccia dell’Elba e che collega il porto di Piombino a Firenze, senza cambi, in 3 ore e 17 minuti, poco più di un Frecciarossa Milano-Roma – documentando con lo smartphone e con la macchina fotografica le condizioni in cui versano i bagni e le carrozze.

Toilette sporche, con escrementi per terra e tavolette rotte, lavandini inguardabili con colate di ruggine quando non ci si trova di peggio. Poi pareti sfondate e imbrattate, porte che non si chiudono e pavimenti maleodoranti. È ciò in cui il pendolare elbano si è sistematicamente imbattuto, sicuramente a causa dell’inciviltà di alcuni passeggeri, ma molto probabilmente anche per una pulizia non proprio impeccabile da parte di Trenitalia, visto che il treno arriva da Firenze e compie il tragitto inverso senza essere pulito. Ma aspettare l’arrivo a destinazione senza dovere utilizzare il bagno non è stato quasi mai possibile, visto che Russo sale sulla nave delle 6.30 (con quella delle 8 rischierebbe di perdere il treno) e arriva a Santa Maria Novella alle 12.32. Una sosta alla stazione marittima di Piombino, vista la lunga attesa al porto, è ormai la prassi, ma durante le oltre tre ore di viaggio sui binari l’unica alternativa è utilizzare i servizi a bordo. Che spesso sono guasti, come si può vedere da alcune foto da lui scattate.

«Le toilette del nostro treno sono in completo abbandono», denuncia Russo, che attacca: «Negli anni Sessanta, dalla Puglia a Pisa, viaggiavo di notte, dormendo seduto negli scompartimenti o nei corridoi, se non erano già stati occupati da una montagna di valigie, alcune delle quali ancora di cartone. A quel tempo – ricorda il pendolare elbano – i wc non brillavano certo per la pulizia, ma di sicuro non si trovavano nello stato di quelli in cui si viaggia adesso. I wc del treno regionale veloce che utilizzo di solito io – conclude Russo – sono simili ai bagni di uno squat inglese, occupato da tossicodipendenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web