Il Tirreno

Spiagge, ok alla variante su uso e attività turistiche

di Paolo Federighi

Modifiche anche ai quattro interventi ancora in attesa su bagni e strutture Bertini (Forum): «Concessioni considerate come un diritto acquisito»

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SAN VINCENZO. Approvata, durante il consiglio di lunedì, la variante al Piano della spiaggia adottata alla fine 2013: ecco che le concessioni non sono più delimitate da un perimetro, ma solo dal fronte mare. Nei mesi scorsi, l’amministrazione prese atto che alcune normative urbanistiche vigenti erano in contrasto con il Pit (Piano d’indirizzo territoriale) della Regione, disponendo così la variante.

Il Piano spiaggia individua le aree demaniali ad uso pubblico indifferenziato e quelle in concessione demaniale da utilizzare come spiagge attrezzate, a servizio di stabilimenti e attività turistico-ricettive o per usi diversi, stabilendo gli interventi edilizi previsti. La scheda del Pit per la Val di Cornia, a sua volta, stabilisce le norme volte a limitare la possibilità di nuovi carichi insediativi sul fronte litoraneo, vietando nuovi insediamenti in zone dunali e delimitando zone in cui è vietata ogni modificazione dei suoli. L’amministrazione, con l’adozione della variante, decise di sospendere la validità degli interventi previsti in via Andrea Costa al Bagno Nettuno, in via Sicilia al ristorante La Triglia, al Bagno Delfino e in via Tridentina presso la Barcaccina, ossia i quattro interventi non ancora realizzati (gli altri fatti prima del 2009).

I quattro interventi prevedevano: nel caso del Nettuno, la demolizione e ricostruzione con ampliamento spostando la struttura più a nord; nel caso della Triglia, la ristrutturazione con ampliamento; nel caso del Delfino, la ristrutturazione con ampliamento più a nord; nel caso della Barcaccina, lo spostamento dal sito attuale all’arenile. In cambio, l’amministrazione ha proposto, per i 4 interventi, la ristrutturazione edilizia, che potrà comprendere la completa demolizione e fedele ricostruzione senza ampliamenti significativi o spostamenti, con una riduzione per la struttura di via Sicilia. Fu permessa la realizzazione di seminterrati sulla spiaggia per i 4 casi citati, e fu accolta la proposta del Forum di far realizzare interventi di servizio alla balneazione negli stabilimenti per utilizzare gli spazi vuoti per attività ricreative e servizi senza incrementare gli ombrelloni. Questa possibilità fu limitata alle concessioni sotto i 150 m fronte mare.

Sono state accettate tre osservazioni: una da parte del geometra dell’ufficio demanio del Comune Meini - che chiedeva di precisare il significato di “fronte mare” – e le altre due dei titolari della Barcaccina e del Nettuno. Nella controdeduzione dell’amministrazione all’osservazione di Meini, si definisce il fronte mare come “la misura dell’estensione massima della concessione misurata parallelamente alla costa; le concessioni attuali potranno essere ampliate, senza incremento e per l’installazione di punti ombra». Per la Barcaccina, si è stabilito la possibilità di arretramento di 3 metri dal confine demaniale. Per il Nettuno la possibilità di installare su pedane in legno removibili manufatti in legno per la realizzazione di locali quali infermeria, ricovero per attrezzature per il salvamento, docce, servizi igienici. Proteste da parte di Nicola Bertini del Forum: «Con questa variante – ha detto – si consolidano le concessioni per chi le ha e si complicano le cose per gli altri. Un’ipoteca pesante, resa difficile da rimuovere da chi confonde la concessione di un bene demaniale con un diritto acquisito, di proprietà, da tramandare di padre in figlio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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