Il Tirreno

«Primarie dei moderati, ecco le regole»

«Primarie dei moderati, ecco le regole»

Il comitato pro Ferrari spinge per la consultazione. Ma Marini non ci sta: «Sono loro a non aver mai accettato il confronto»

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PORTOFERRAIO. Primarie o non primarie. Il dilemma è tutto interno al centrodestra, ancora alle prese con i contrasti per la scelta del candidato sindaco da opporre a Cosetta Pellegrini.

Il comitato elettorale a sostegno di Mario Ferrari, dopo aver lanciato l’idea di una consultazione dei cittadini, torna alla carica e fa una proposta concreta di regolamento delle primarie. «È necessario dare un colpo all’acceleratore per indicare il prima possibile un unico candidato perché i problemi di Portoferraio non possono aspettare». Per questo il comitato mette sul piatto le regole per le primarie, aperte a eventuali modifiche tramite un incontro, anche pubblico, con gli altri candidati Marini e Lanera. Ma l’affondo del comitato pro Ferrari viene accolto con freddezza da Marini. E non è affatto scontato che le primarie siano uno sbocco naturale ai tatticismi e contrasti di questi giorni. È concreta la possibilità che il fronte moderato, ancora una volta, si presenti diviso alle urne. Come è accaduto nel 2009, favorendo così la conferma di Roberto Peria.

Facciamo le regole. La proposta del comitato pro Ferrari si articola su cinque punti: la costituzione di un comitato di garanzia tra le tre e cinque persone, ciascun candidato potrà inserire nel comitato di garanzia 1-2 rappresentanti. La bozza di regolamento fissa a 250 le firme a sostegno di ciascun candidato da raccogliere in soli tre giorni. La data delle elezioni sarebbe fissata la terza o la quarta domenica di marzo.

La palla agli avversari. Il comitato per Ferrari ha lanciato il guanto di sfida. La data entro cui, secondo il comitato, le regole delle primarie dovranno essere eventualmente modificate e definite è il 28 febbraio. «Ricordiamo come tutti i concorrenti abbiano dichiarato a mezzo stampa la loro disponibilità a partecipare anche da subito», sostiene il comitato che poi si rivolge in particolar modo a Marini ricordando come abbia dato la propria disponibilità circa 20 giorni fa e si sia espresso a favore delle primarie anche nel 2009, quando il suo avversario era Provenzali.

La frattura. La proposta delle primarie lanciata dal comitato pro Ferrari non viene accolta con calore, anzi, da Roberto Marini che accusa il candidato Ferrari di non volere un vero confronto. «Per senso di responsabilità, ho contattato più volte Ferrari invitandolo ad un tavolo di confronto per trovare le basi per una soluzione unitaria – spiega – A quel tavolo Ferrari non si è mai presentato. Ha fatto un comitato pro-Ferrari autoreferenziale, poi ha fatto proclami di primarie, ma non si è mai voluto confrontare sulle regole e sull'organizzazione complessiva».

Secondo Marini la proposta di primarie sarebbe solo un’azione strumentale da parte dell’avversario. L’attacco è duro. «Sono solo dichiarazioni d'intento senza costrutto – dice – un personalismo fine a se stesso volto a far perdere il centrodestra . Altre che primarie. Le primarie non possono essere unilaterali. Sono disponibile come sempre a sedermi intorno a quel tavolo dove non si è ancora presentato; la politica, caro Ferrari, è un’altra cosa e l'interesse dei portoferraiesi è mandare a casa questa sinistra con soggetti che vogliono il vero cambiamento e non con chi potrebbe rappresentare una continuità e una garanzia di un sistema che ormai ci ingessa da anni. Marini le primarie le vuole, ma grazie alla indisponibilità abbiamo perso mesi preziosi. Ora mi sembrano più una farsa». I fantasmi di una nuova spaccatura, insomma, incombono.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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