Il dolore
Addetto alla sicurezza assolto in appello
PIOMBINO. In primo grado, nell’ottobre 2011, era stato condannato a quindici giorni di arresto e 206 euro di ammenda perché, titolare della All Service, aveva prestato anche con dipendenti opera di...
PIOMBINO. In primo grado, nell’ottobre 2011, era stato condannato a quindici giorni di arresto e 206 euro di ammenda perché, titolare della All Service, aveva prestato anche con dipendenti opera di vigilanza e sicurezza al ristorante “La Rotaia”, nella zona artigianale di Grosseto.
Adesso Walter Balducci, 46 anni, di Piombino, è stato assolto: il fatto non è più previsto come reato, ha sentenziato la terza sezione penale della Corte di appello di Firenze (presidente Martuscelli).
I fatti contestati risalivano al novembre 2008, quando la polizia aveva effettuato un controllo e riscontrato la presenza di due addetti alla sicurezza, dotati di auricolare (anche loro erano stati condannati in primo grado).
La questura aveva contestato la mancanza dell'autorizzazione prefettizia. Un’autorizzazione che non serve, aveva replicato l’avvocato Francesco Ferrari di Livorno, dal momento che si trattava di una mera attività di “smistamento clientela”.
E i giudici hanno accolto le ragioni della difesa, rilevando le novità dell’articolo 3 della legge 94 del 2009, secondo il quale gli addetti ai servizi di controllo «non svolgono più soltanto compiti di organizzazione dell’evento e di tutela del patrimonio di organizzazione ma esplicano anche compiti di tutela dell’incolumità dei presenti», purché senza armi né «strumenti di coazione fisica».
Nel caso della Rotaia, non possono essere richiamati gli articoli 134 e 140 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, perché quell’attività è possibile anche senza le autorizzazioni preventive.
Per la Procura generale (Milelli) erano decorsi invece i termini di prescrizione e il reato doveva essere dichiarato estinto.
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