Sicurezza
Per un’isola meno isolata, il comitato va all’attacco
Prima assemblea pubblica in attesa del confronto con Osservatorio e compagnie «Chiediamo delle soluzioni fattibili e navi con caratteristiche adeguate»
PORTOFERRAIO. «No agli stop dei collegamenti marittimi. E vogliamo traghetti adeguati sulla linea tra Piombino e Portoferraio». È quanto chiede pubblicamente il comitato “Per un’isola meno isolata”, che venerdì sera nei locali della scuola media Pascoli si è riunito nella prima assemblea pubblica dal giorno della sua costituzione. All’incontro erano presenti diverse decine di persone, compresi alcuni esponenti della politica locale. Il comitato è nato in seguito alle polemiche di alcune settimane fa. Il maltempo ha comportato la cancellazione di numerose corse dei traghetti Toremar e Moby e, di conseguenza, parecchi disagi per i passeggeri. Gli stop ai collegamenti marittimi si sono fatti più frequenti in questi ultimi quattro mesi, con oltre 100 corse annullate. Alcune delle quali, secondo la percezione degli attivisti, senza che le condizioni meteo fossero particolarmente complicate.
Quello di venerdì è stato il battesimo ufficiale per il comitato “Per un’isola meno isolata” che conta già oltre quattrocento iscritti sul gruppo creato su Facebook. Lo scopo dell’assemblea di venerdì era definire le rivendicazioni da presentare il prossimo martedì, quando nei locali della prefettura dell’Elba, il vice prefetto Giovanni Daveti coordinerà l’incontro tra gli esponenti del neonato comitato con alcuni rappresentanti delle compagnie di navigazione Toremar e Moby (gli unici che effettuano il servizio anche nei mesi invernali) e con i membri dell'Osservatorio provinciale dei trasporti.
Il dibattito nei locali della scuola Pascoli è stato vivace, il comitato ha mostrato una certa unità di intenti. «Vogliamo trasporti marittimi sicuri, che non si interrompano appena il mare si increspa», è stato detto in assemblea. E se le compagnie Moby e Toremar hanno precisato in queste ore che sono i comandanti a valutare le condizioni del mare e a decidere se partire, i presenti hanno espresso perplessità circa l’adeguatezza di alcune navi (Rio Marina Bella e Giraglia), impegnate sulla linea Piombino - Portoferraio e piazzate in orari strategici.
L’assemblea è stata promossa da un gruppo di cittadini guidato da Stefania Di Chiara, odontoiatra, e Alessandro Romano, avvocato. «Ci siamo rivolti ai carabinieri, a Piombino giorni fa, per ottenere la partenza di una nave – hanno ricordato gli attivisti – e una volta in mezzo al mare si è verificato che non c'era alcun problema di viaggio. Perché annullare allora i collegamenti?». Il comitato auspica un confronto con le compagnie che possa portare a risultati reali. E lo stesso ruolo dell’Osservatorio sulla continuità territoriale viene rimesso in discussione. «È un organismo elefantiaco – ha detto il sindaco di Rio Elba Alessi – che si riunisce di rado, va reso snello e con una delegazione che operi direttamente all’isola».
All’incontro erano presenti politici di tutti gli schieramenti e responsabili dei comitati elbani riuniti, da tempo impegnati nel campo della sanità e dei diritti degli elbani. Di Chiara ha ribadito «Non vogliamo di certo obbligare motonavi come il Giraglia o la Rio Marina Bella a partire con mari mossi – spiega – quello che chiediamo è mettere in mare imbarcazioni dalle giuste caratteristiche tecniche, che possono andare in sicurezza anche con mare mosso». «A ciò si aggiunge – conclude Romano – l’annosa questione delle coincidenze delle navi con treni e bus».
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