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l’arte degli alunni

Alla Pascoli un murale contro l’emarginazione

Alla Pascoli un murale contro l’emarginazione

PORTOFERRAIO. La danza dei pesci, immersi in un azzurro intenso, come il colore del mare elbano. È il murale che è stato realizzato dai ragazzi della Terza D Giovanni Pascoli della scuola media di...

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PORTOFERRAIO. La danza dei pesci, immersi in un azzurro intenso, come il colore del mare elbano. È il murale che è stato realizzato dai ragazzi della Terza D Giovanni Pascoli della scuola media di Viale Elba. E che oggi campeggia sulla parete dell’atrio della scuola, il luogo per eccellenza destinato all’accoglienza.

Il lavoro è frutto di un progetto d’integrazione cui hanno cominciato a lavorare i ragazzi fin dallo scorso settembre e che oggi si realizza con l’esposizione di questo murale, dodici pesci dalle forme e dai colori più sgargianti che allieta l’ambiente, visto e considerato la condizione della scuola e il fatto che essa si trovi sulla maggiore isola della Toscana. «Il progetto dell’integrazione scolastica degli alunni diversamente abili – ha detto la docente di lettere della classe Rosa Ferrigno – aveva lo scopo di fornire un’occasione, un’opportunità formativa mediante piani educativi individualizzati, un sostegno opportuno per aiutare il giovane con problemi d’apprendimento all’inserimento nella classe e al lavoro individuale».

Un momento di crescita che passa dal singolo per interessare e coinvolgere l’intera classe. Le altri insegnati coinvolte sono state Gloria Romoli e Enza Viceconte.

Nella scuola l’alunno con bisogni educativi speciali si può integrare grazie al contributo offerto dall’insegnante specializzata. «Abbiamo favorito – aggiunge Enza Viceconte – strategie didattiche idonee a raggiungere gli obiettivi individualizzati, stabiliti in accordo con il consiglio di classe, optando per la comunicazione visiva».

Attraverso il laboratorio ludico espressivo è stato possibile favorire nell’alunno diversamente abile processi di apprendimento e di acquisizione di competenze, altrimenti difficili da portare avanti. «Lavorare con il resto della classe – dice Gloria Romoli – è servito a rimuovere le barriere di tipo fisico, psicologico e sociale, che di fatto condizionano la qualità della vita dell’alunno diversamente abile. Lo stile che abbiamo seguito – conclude infine la professoressa Romoli – è quello di Andy Warhol, con quale risultato lo potete constatare voi stesso, facendo una visita alla nostra scuola». Le pareti dell’atrio, di un bianco esagerato, adesso si abbelliscono di colori e immagini attinenti alla realtà insulare.

Luigi Cignoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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