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Finto cieco filmato mentre legge e guida

Finto cieco filmato mentre legge e guida

Incastrato da un video della finanza: per la commissione medica aveva un deficit quasi totale e prendeva 500 euro al mese

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PIOMBINO. Il finto cieco prende l’auto, guida di giorno e di notte, parcheggia in centro a Piombino con le quattro frecce, fa le sue commissioni. Poi va a casa. Quindi esce di nuovo: stavolta è notte.

Guida da solo, senza problemi. Va al bar, gioca alle slot machine. Poi viene fermato dalla Guardia di finanza per un normale controllo per la strada.

Gli viene chiesta la patente, che lui non ha perché è cieco. O no? Ai militari dice che l’ha dimenticata a casa. E quando i finanzieri lo portano in caserma per identificarlo e gli danno un verbale, lui prende il foglio e legge tutto per bene, tenendo il segno con il dito.

Ma allora ci vede o no? Il punto è che, a leggere le carte, il protagonista di quest’avventura ha una forma di cecità parziale cosiddetta “ventesimista” che vuol dire che vede un ventesimo, praticamente solo ombre.

Ma in realtà, la storia della cecità è tutta una recita. Una finzione scoperta dalla finanza attraverso un video in cui la persona in questione, un piombinese di origini sarde di 63 anni, fa tutte le sue attività autonomamente e noncurante della sua certificazione da quasi cieco.

Fa la spesa, gioca e legge. Per poi ridiventare non vedente di fronte alla commissione esaminatrice della sua presunta invalidità.

Un novello Roberto Benigni alias Johnny Stecchino, che ha ingannato lo Stato per quattro anni, prendendo una pensione di invalidità e un’indennità pari a un totale di 500 euro al mese. Nella realtà il mitico dottor Randazzo del film di Benigni, pronto a pizzicare i furbetti che si prendono gioco dello Stato, è impersonato dalla finanza.

Come accertato dalle fiamme gialle, guidate dal comandante provinciale Fabio Massimo Mendella, dal settembre del 2010 il piombinese simulava regolarmente il grave deficit visivo, eppure non si negava una partita alle slot machine la sera al bar e in varie sale giochi della città.

Gli uomini delle fiamme gialle lo hanno smascherato grazie a un posto di controllo fatto ad hoc: quando i militari gli hanno chiesto la patente, lui ha detto di averla dimenticata a casa, invece non ce l’aveva perché, proprio in quanto invalido, gli era stata ritirata.

«L’ho lasciata a casa», ha detto il piombinese ai finanzieri. Dal canto loro, con questa scusa i militari lo hanno portato per accertamenti in caserma, dove lui ha letto senza problemi gli atti.

Solo in occasione delle periodiche visite mediche per certificare l’invalidità, l’uomo tornava nei panni del cieco e si faceva accompagnare da un’amica ucraina che, oltre a guidare l’auto, lo portava sotto braccio davanti alla commissione medica di turno. E la recita era così ben fatta, che gli specialisti erano stati persuasi della sua cecità per anni. Incredibile ma vero.

I finanzieri sono arrivati a lui attraverso lo studio delle liste degli invalidi acquisite tramite l’Asl: indagini mirate, derivate da segnalazioni giunte anche dai cittadini.

E così è spuntato il nome del piombinese che già in passato aveva attirato l’attenzione negli ambienti medici perché ritenuto “sospetto” e su cui la finanza ha fatto approfondimenti, chiedendo informazioni in giro.

Con questo bluff il sessantatreenne ha incassato illecitamente una somma complessiva di oltre i 15.000 euro ed è stato quindi denunciato all’ autorità giudiziaria per truffa aggravata ai danni dello Stato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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