La manifestazione
Un caffè in centro, poi il vertice blindato
Ieri il primo incontro tra Khaled al Habahbeh, la delegazione Smc e il commissario Nardi. Stamani si prosegue
PIOMBINO. Li hanno visti passeggiare tranquillamente in corso Italia, soffermarsi a guardale le vetrine, ordinare un caffè e due bibite in un bar del centro, restando seduti per una buona mezz’oretta. Khaled al Habahbeh e due dei suoi sono usciti per prima dall’incontro con il commissario della Lucchini Nardi e il management Lucchini. Dentro, negli uffici della direzione blindati fin dal primo mattino dagli uomini della vigilanza, è rimasto un mezzo plotone di uomini che ha protratto l'incontro, iniziato alle 10,30, fino alle 19. La gente li ha individuati subito. Khaled, occhiali da sole leggermente bombati con una grande borsa in mano, un uomo alto con i capelli brizzolati che aveva tutto meno che l’apparenza di un arabo, e un altro tradito invece da alcuni lineamenti mediorientali. «Sono gli arabi della Lucchini», si sussurrava in centro, tra commenti pieni di speranza e qualche scetticismo di rigore.
Erano almeno una decina nella sala riunioni della direzione, dove dall'inizio alla fine c’era anche il sindaco Gianni Anselmi. Bocche cucite alla fine dell’incontro fiume che riprenderà stamani e non si sa ancora quando avrà fine.
Gli arabi e non della delegazione della Smc hanno tempestato di domande i manager Lucchini. Ha parlato Khaled, ma soprattutto il suo braccio destro Ali Ghammagui, Ceo dell’azienda tunisina. Lo scopo approfondire, nel rispetto della gara in corso, gli aspetti industriali, finanziari e legali dell’operazione che potrebbe portare all’acquisto degli impianti di Piombino, Lecco, della Vertek e del 65% della Gsi. Si capisce la dimensione della posta in gioco, per la quale gli arabi si sono detti nella possibilità di mobilitare un finanziamento di un miliardo e mezzo. Altrettanto hanno dichiarato di voler investire per il riuso delle aree più vicine alla città che si renderanno disponibili una volta realizzato (in quattro anni) un progetto di totale ristrutturazione dello stabilimento.
Gli arabi in questo momento possono sfruttare una situazione privilegiata. Sono gli unici che hanno risposto alla prima opzione presentata nel programma del commissario Nardi, manifestando il loro interesse per il mantenimento dell’area a caldo, quindi dell’altoforno fino a che non saranno completati i loro progetti di ristrutturazione che prevedono due forni elettrici e un Corex nell’area degli impianti nuovi di Ischia. E’ chiaro che questa sarebbe l'ipotesi massima a cui in questo momento la Lucchini non può che non dare ascolto andando a scoprire le carte. Tra le prime le garanzie finanziarie.
Siamo all’inizio di una trattativa che ha nella sua prima fase l’approfondimento delle conoscenze sul reale stato, tecnico e finanziario, dello stabilimento. Probabilmente gli arabi passeranno il weekend a esaminare i risultati. L'appuntamento è per il 10 marzo, quando potrebbero presentare un’offerta vincolante che aprirebbe la strada a una vera trattativa privata che richiede però la presentazione di adeguate garanzie finanziarie. Per il momento gli unici aspetti positivi sono rappresentati dall’articolazione nella composizione della delegazione di Khaled e nella durata dei colloqui, dietro i quali è difficile pensare che non ci siano intenzioni serie.
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